Sabrinabarbante’s Blog

Non esistono sogni che non si avverano…

Il colonnello e le hostess, cronache di un’altra lezione di società

Taglia 42, altezza minima di un metro e 70 cm, abito nero e tacco non inferiore ai 7 cm. Queste le condizioni. Per un concorso di bellezza? No, nel nostro Paese sono le condizioni per essere ammesse ad una lectio magistralis su Corano e Religione da parte del colonnello Gheddafi .

In sintesi, il 15 e il 16 novembre, proprio mentre si svolgeva il vertice Fao sull’annosa questione della fame nel mondo, la società di pubbliche relazioni Hostessweb lanciava, su invito degli uomini del colonnello, una veloce selezione di belle donnine pudicamente vestite per assistere ad una lezione sul Corano e l’Islam.

Alcuni punti salienti della lezione: l’Islam non è contro le donne e sulla Croce non c’era Gesù, ma un suo sosia.
Nemmeno il grande fan del crocifisso La Russa ha battuto ciglio nel sapere che i simboli appesi nelle classi delle scuole e in molti uffici pubblici italiani ritraggono solo un impostore. La sua battaglia per il loro mantenimento in aula potrebbe così demotivarsi?

Intanto, delle 200 belle ragazze uscite, speriamo sveglie, dalle 2 lezioni (domenica e lunedì sera), molte si sono definte impressionate positivamente dall’oratore, alcune si convertiranno a loro detta all’Islam, altre anche no.

Certo è che se anche il proselitismo religioso passa ormai attraverso le agenzie di casting e hostess, forse i grandi profeti hanno sbagliato qualcosa.

Noi italiani dal canto nostro come sempre ci siamo distinti per l’aver accolto e ospitato eventi e iniziative quanto meno bizzarre e discutibili, come avviene spesso in fondo. Ma siamo pur sempre, come dicono in giro, un paese libero e perchè mai vietare ad un capo carismatico di dire la sua teoria religiosa davanti al pubblico che più preferisce? Tanto più che quando si paga, a detta di molti, si può fare un po’ quello che si vuole. Per la cronaca, le hostess erano pagate 60 euro a serata per partecipare a questa riunione altamente formativa.

Le italiane invece hanno perso un’altra buona occasione per NON tacere e opporsi all’ennesimo uso del loro corpo per questioni che non hanno nulla, ma proprio nulla a che vedere con l’estetica.

La lezione, a quanto pare, non è stata solo sull’Islam, ma su come si vuole che il mondo continui ad andare. L’uomo “parla” e seleziona la donna con cui vuole parlare. Spesso in base al suo aspetto esteriore.

La donna ascolta, a volte finge di farlo. Si lascia selezionare e a volte (non sempre) incassa un po’ di soldini, qualche favore, a volte solo grama ed effimera gratificazione personale (“sono stata selezionata tra tante altre, allora sono meglio di tante altre”).
Non è l’islam che si opopne alla donna, è la nostra società. E’ la donna stessa che si addormenta dietro al suo stesso auto compiacimento estetico.

In attesa che tornino le streghe, non ci resta che commentare un po’ sbigottite ciò che accade. Perchè qualcosa mi dice che continueremo a vederne delle belle.

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Roma: Gocce d’Inchiostro su Ultimo Fuoco

Venerdì 15 aprile alle 19.30, presso la libreria Gocce d’Inchiostro, di Via A. Bertani 11 a Roma, reading di “Scrittori precari”, tra i quali meglio non potrebbe collocarsi Ultimo Fuoco e la sua autrice.
Altri lettori della serata, Simone Ghelli, Luca Piccolino, Massimiliano Coccia.
Sarà inoltre occasione per la presentazione della rivista letteraria “Laspro“.
Non mancate!

La Royal difende la scelta del ministro neo-mamma

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la perfezione in musica

Bike sharing a Milano.

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Prendi nota….

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Ultimo Fuoco… presto un’altra presentazione

Copertina e descrizione di Ultimo Fuoco

Copertina e descrizione di Ultimo Fuoco

“Yes, we can” – ora la sfida è dimostrarlo

DI SABRINA BARBANTE tratto da www.testatealmuro.it

Dopo le discussioni sul colore, sul genere, sulle origini, dopo aver sottolineato le differenze tra l’esperienza in Vietnam e la speranzosa inesperienza (sempre ammesso che il curriculum politico di Obama possa essere definito inesperienza), dopo le discussioni su aborto, sogno americano, razzismo e idealismi vari, gli Stati Uniti hanno scelto. E hanno scelto Obama.
Il Nord Est del Paese gli è rimasto fedele, ma questo lo si poteva immaginare. La speranza della sua vittoria si è definitivamente rafforzata quando anche la Pennsylvania ha scelto il quarantasettenne dell’Illinois. La matematica ha sancito infine il riscontro definitivo quando, alla scelta democratica dell’Ohio, dell’Iowa e della Florida si sono aggiunti gli stati della West Coast (California, Nevada, Washington e Hawaii).

«In America tutto è possibile» ha affermato il neo eletto presidente poco dopo la vittoria (anche se di fatto la sua presidenza e l’insediamento alla Casa Bianca entrerà in vigore a gennaio).
Forse è vero; ma la cosa divenuta improvvisamente possibile grazie al senatore mulatto non è tanto il fatto che dopo 232 anni di indipendenza proprio “uno come lui” sia riuscito a diventare presidente. La novità che gli Stati Uniti hanno visto è la corsa alle urne di un enorme numero di latino americani e di giovani.
Hanno votato con un vero senso di speranza e appartenenza ad un paese in crisi. I porta a porta degli universitari sostenitori di Barack sono continuati sino a pochi minuti prima della chiusura dei seggi. Alcuni giovani dell’Illinois, fortezza indiscussa del senatore Obama, si sono iscritti ai seggi di stati come il New Hampshire perché consapevoli del fatto che proprio lì poteva giocarsi la differenza, o palesarsi l’eventualità di una sconfitta.

Ora l’America ha una speranza precedentemente perduta, e per un po’ potrà giustamente godersela. Ma adesso, dopo la grande festa e gli show elettorali tipici delle elezioni made in USA, si torna al concreto. Se è vero che per realizzare i sogni bisogna svegliarsi, il sogno americano adesso necessita di una campana di allarme che funga da sveglia, perché i progetti promessi e pronosticati non sono bazzecole.

Ora Barack Obama deve poter realizzare il suo progetto di un sistema di tassazione mirato a diminuire il deficit, e la politica di tagli alle spese federali. Dovrà portare a compimento i suoi progetti di supporto all’ l’istruzione pubblica e forse dovrà anche tener fede al proposto  aumento di stipendio (con “premi”) agli insegnanti. Rivoluzionario, per gli Usa, è il suo programma di previdenza sociale, con la nascita di un sistema sanitario che fornisca assistenza a tutti i cittadini e che permetta di scegliere tra sanità pubblica e privata.

Il neo eletto presidente è favorevole al ritiro immediato e scaglionato delle truppe americane, per cui ha già votato in diverse occasioni, ed è contrario all’uso della forza militare contro l’Iran .
Questi, in linea di massima, sono i punti focali del suo programma e presumibilmente, al di la di tutta la filosofia mediatica che se ne è fatta, il motivo per cui è stato eletto.
Si tratta di progetti ambiziosi anche e soprattutto sul piano economico; Obama è anche un oppositore dell’influenza delle lobby , che, secondo i resoconti dei sondaggi pre elettorali,hanno votato in gran parte per il suo avversario. In un periodo di enorme crisi per gli Usa (e non solo), la sfida risulta più che complicata, e il fatto che le aspettative siano alte può essere un’arma a doppio taglio.

Se è vero che “yes, we can“, sta ora a lui, al suo establishment e a tutto il Paese, poterlo e doverlo dimostrare.

Giochi di Prestigiacomo (da Espresso.repubblica.it)

Giochi di Prestigiacomo
Il ministro per l’Ambiente ha nominato i nuovi membri della commissione che si occupa dei limiti alle emissioni di gas serra, sostituendo studiosi di chiara fama con persone dal curriculum giudiziario di tutto rispetto

Un primo piano di Stefania Prestigiacomo
Il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha nominato il nuovo presidente della Commissione Ippc che, attraverso la concessione Aia (Autorizzazione integrata ambientale), decide il destino delle 200 più grandi aziende italiane e che, inoltre, si occupa dei limiti alle emissioni di gas serra in base al protocollo di Kyoto e di quelle di biossido di carbonio previste dal pacchetto ‘clima-energia’ del Consiglio d’Europa. Il neopresidente è Dario Ticali, 33 anni, ingegnere e ricercatore all’università privata Kore di Enna. Ticali vanta pubblicazioni riguardanti il comportamento delle pavimentazioni stradali. Suo primo atto, come egli stesso ha rivelato ad Antonietta Podda di Radio Popolare Salento, quello di scegliere tra i 23 membri della Commissione voluti dalla ministra l’ingegnere Bonaventura Lamacchia come referente per la questione più spinosa, l’istruttoria per l’Aia all’Ilva di Taranto (entro il 30 marzo 2009 si tratta di decidere se l’azienda potrà o meno continuare la sua attività).

Lamacchia ha un curriculum giudiziario di tutto rispetto. Calabrese, deputato nella XIII legislatura per la lista Dini, poi Upr con Cossiga e infine Udeur, è stato condannato a 2 anni e 5 mesi, pena patteggiata, come ad e presidente del Cosenza calcio. I reati? False fatturazioni, costi inesistenti riferiti a documenti contabili mai esistiti, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale quantificata dalla Guardia di Finanza in oltre 30 miliardi di lire. Inoltre la Procura federale della Federcalcio lo ha interdetto per cinque anni da qualsiasi incarico di natura sportiva, a causa dell’irregolare iscrizione del Cosenza Calcio ai campionati 1990-91 e 1994-95). Lamacchia, quando era sindaco del suo paese, incassò anche un anno di reclusione per turbativa d’asta. Nel 2002, dopo un anno di latitanza trascorsa tra Bratislava, Bari e Milano, venne arrestato. Fu condannato nel 2004, pena patteggiata, a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta e tentata estorsione: aveva distratto, destinandoli ad altre società, circa 2 miliardi di lire dalla Edicom e dalla Edilrestauri. Nella veste di procacciatore d’affari della canadese Warner Lambert, produttrice di caramelle alla liquirizia, aveva tentato di costringere produttori calabresi a cedere le radici di liquirizia a un prezzo inferiore al dovuto. Per finire, la settimana scorsa la Procura di Cosenza lo ha rinviato a giudizio per calunnia dopo che aveva denunciato il furto di assegni, risultati scoperti, per 12 mila euro. Quanto agli altri membri della Commissione nominata dalla Prestigiacomo, ben tre sono magistrati: Umberto Realfonzo, della 3 sezione del Tar del Lazio, sotto cui ricade la valutazione dei ricorsi all’Aia che Realfonzo contribuirà a redigere, Massimo Forciniti e Stefano Castiglione. Entra anche la giurista Cinzia Albertazzi, dirigente Enel, azienda in attesa di almeno 50 Aia, e Maria Grazia Gerratana, siciliana come buona parte dei nuovi membri, legale e socia di un’impresa di costruzioni. Nel frattempo, 21 membri della Commissione Ippc a suo tempo nominata da Prodi, e che in meno di un anno avevano chiuso 78 istruttorie, hanno fatto ricorso al Tar contro la loro estromissione decisa dal ministro Prestigiacomo. I membri dell’ex organismo azzerato erano tutti studiosi di chiara fama. (S. A.)

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