“quella” bellezza non puoi non raccontarla

Un mio contributo sul blog www.iosonobellissima.it, progetto politico di Loredana De Vitis.

“quella” bellezza non puoi non raccontarla

Quando ero piccola mi innamoravo di tutto. Cito, decontestualizzandola amabilmente, una bellissima frase di De André (dal testo Coda di lupo, 1978). Mi ha sempre attratta, la trovavo una frase… bellissima. Perché riassume una cosa che a volte accade. E ti riempie tanto, a volte tanto da farti male.

Accade che un giorno smetti di guardarti allo specchio e vedi un particolare riflesso dietro di te. E inizi a vedere attorno a te le cose belle. E non riesci a non dire queste cose sono bellissime, e te ne innamori. Perdutamente a volte. E vuoi dirlo alle cose e alle persone.

E non è facile. Serve coraggio e forza nel guardare qualcuno in faccia e dire “sei bellissima” o “sei bellissimo”. Perché devi mettere da parte te stesso, e fingere per un attimo che esista qualcosa di più importante di te. Il tuo epicentro si sposta e tu rischi di perdere l’equilibrio. E a volte lo perdi e cadi. E ti fai anche male. Per questo [forse, non potrei asserirlo con certezza scientifica] non esistono pletore sterminate di persone in grado di riconoscere la bellezza al di fuori di sé. E ci si concentra sul dettaglio. Un pezzo di occhio, una mano, culoettette, capelli, occhi così, pancia cosà. Si spezzetta la realtà in cui mettere gli altri in minime gabbie, perché una persona che esplode nella sua interezza ha un potenziale sovversivo notevole nella nostra vita.

Ah, quanta tenerezza nell’ingenuità dei discorsi tipo: “l’uomo deve sempre avere un po’ di pancetta”, “la donna deve essere in carne”. È esattamente come volere un uomo con gli addominali scolpiti o una barbie anoressica-ma-tonica nel proprio letto tutte le sere. La stessa cosa. La logica del “si deve essere”. La bellezza, quella che trafigge la logica, va ben oltre il “si deve essere”.

Ah, noi femmine un tempo eravamo così brave a guardare la complessità della bellezza nel suo insieme. E adesso c’è chi ci costringe a dire “qual è la prima cosa che guardo in un uomo”. E noi ci sentiamo in dovere di rispondere “le mani, gli occhi, il sedere”. Esiste ancora qualcuno che in uomo guarda come prima cosa “un uomo”? Sì, so che ci sono. E sono persone sulla strada della bellezza.

Sono quelle persone che sanno guardare una cosa e non hanno remore a dire “SEI BELLISSIM*”. Che non temono il potenziale sovversivo della persona nella sua interezza e ammaliante complessità.

Chi riconosce quella bellezza non può fare a meno di raccontarla. E lo fa tralasciando i canoni, i particolari.

Sei bellissim* non richiede spiegazioni o approfondimenti. Spiegare sarebbe sciocco e insensato come dire “ti amo perché…”. Essere bellissimi passa [forse, non potrei asserirlo con certezza scientifica] anche attraverso il saper vedere e riconoscere la bellezza. E una volta che la conosci, la cerchi ovunque.

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