Perché no? Perchè no!

Presentazione standard1Oggi argomento facile. Parliamo di facebook, e del perché alcune cose del suo traffico mi urtano, altre anche no.

  • Le ragazzine (non tanto più ine) che si fanno foto con gli smart phone per pubblicarle con commento a latere: perché no?
    È un gioco. Un modo per divertirsi e mostrare che si è belle e che ci si diverte. Due cose da non nascondere. Se è vero che la bellezza ci salverà tutti, la vanità è una buona scorciatoia per la salvezza.
  • Ragazze cresciute che fanno foto con gli smart phone protendendo le labbra in avanti in modalità ‘a piccione’… categoria border line. Non categorizzo perchè non ne ho mai capito la ragione antropo-sociologica. Alzo bandiera bianca.
  • Immagini o parole di tristezza su morti o fatti gravi di cronaca (i.e, la recente e purtroppo ennesima tragedia di Lampedusa): Anche no. Per un motivo molto semplice: perchè appare sul wall di facebook tra il video virale del bambino prodigio che urina dal naso e l’aggiornamento della pagina di giallo zafferano, nella migliore delle ipotesi. In facebook entra tutto, ma non è un posto adatto a tutto. Ci sono posti opportuni per l’indignazione e anche per il silenzio o anche per il dibattito giustamente incazzato. Anche no, perché no. Una semplice questione di opportunità e buon gusto.
  • Amici-miei-simili- vegetariani che pubblicano foto di gustosissimi cibi veg. Perchè no? Un po’ di leggerezza!
  • Amici-miei-simili-vegetariani che pubblicano video di macelli, volpi sgozzate e visoni torturati: per l’amor di Dio anche no! Chi non è già sensibile per sua personale formazione a questioni animaliste non lo diventerà sapendo quanto soffre un animale. Non conosco nessuno che, incurante della faccenda, sia poi diventato vegetariano dopo aver visto scannare un porco. I video cruenti non servono. Anche no, perchè no.
  • Boicottaggi made in facebook: anche no se, come spesso (diciamo pure spessissimo) accade, si originano da una delle tante indignazioni estemporanee create dalla rete con notizie pressappochiste, mai del tutto vere o addirittura false. Ricordo ad esempio l’ondata di anti europeismo che ha invaso i social alla notizia della multa all’Italia da parte dell’UE per la nostra insistenza nell’utilizzo del bidet. I commenti andavano dall’alta politica (Non se ne può più di questi burocrati che da Bruxelles irrompono nella nostra cultura), alla sempreverde critica ai nostri politici (E i nostri rappresentanti? Quando si fanno valere?), alla mera sociologie anti tedesca e anti francese (Solo perchè i crucchi hanno le croste al culo non è detto che dobbiamo averle anche noi). Ovviamente la notizia era falsa, ma ormai l’indignazione da un euro al chilo era partita.
  • Post seriali che palesino la propria: depressione, indignazione verso tutto, disincanto e disillusione.
    Abbiate pietà, no.
  • Messaggi verso propri amici appena defunti. No, perchè il dolore merita pudore. No, perchè no.

Faccialibbro è posto di passaggio e distrazione, dove tutto si mischia in una sfumatura grigiastra di possibilità. Non è il male, quindi non servono cure. Solo buon senso. O buon gusto.

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