M.A.D. metodi palliativi per un male incurabile

6b_largeDEFINIZIONE: MAD, (Missing Anywhere Disease), è una malattia incurabile che colpisce un pazzo su tre.
Si manifesta attraverso diversi sintomi in momenti diversi delle fasi stanziali dei viaggiatori compulsivi. Nelle sue forme meno gravi si manifesta con un  sentimento di irritante nostalgia per posti visitati.
Nelle forme più acute, la nostalgia si prova anche verso i posti ancora non visti.
Per capirci, nelle forme più gravi, non è assurdo sentire dialoghi del tipo:
‘Mi manca davvero tanto Elsinki, in questo periodo’
‘Ah, quando ci sei stata/o?’
‘Mai. Infatti mi manca’.

Per chi sa di essere affetto da questo male, sarà inutile dire ‘è troppo tempo che non mi faccio un viaggio’. Ci sarà sempre qualcuno pronto a ricordarti che sei tornata da ‘Qualchepostodelmondo’ da appena un mese. E non capirà che sei solo nel pieno della crisi.
Tre i sintomi più frequenti, per i quali esistono solo rimedi palliativi. Nessuna cura ufficiale e definitiva.

  • SINTOMO 1
    associazione di agenti metereologici sfavorevoli con città in cui avrebbe senso viverli: es. la pioggia torrenziale a Londra, Dublino, Amsterdam ecc. e/o
    Associazione di agenti metereologici favorevoli con città in cui sarebbe particolarmente bello (ri)viverli: es. prendere il sole su una panchina di Central Park.
    Associazione degli abiti più belli ma, ovviamente, bizzarri con le città in cui si sono indossati senza alcuna remora. (es. gli stivali borchiati sotto il vestito anni 50 che indossavi a Budapest, la felpa grunge anni 90 che avevi per le strade di Berlino, i jeans con le stelline dei bei tempi maltesi ecc)

Rimedio palliativo: fai cose che riterresti normali in un posto in cui non ti conosce nessuno, ma che per qualche motivo non fai mai nella tua città. es. Leggi un libro seduta/o da sola/o in un bar, come faresti a Parigi, e indossa un cappello strano come faresti a Londra o a NYC, dove non sei strana/o, sei fashion.
Cattiva notizia: anche nella tua città le persone ignorano quello che fai. Puoi anche leggere e indossare un cappello con le piume, non sarai di disturbo a nessuno perchè nessuno bada a te.
Buona notizia: anche nella tua città le persone ignorano quello che fai. Puoi anche leggere e indossare un cappello con le piume, non sarai di disturbo a nessuno perchè nessuno bada a te. E sei una persona libera, soggetta solo al tuo gusto personale. Esattamente come quando viaggi.

  • SINTOMO 2:
    guardarsi allo specchio e chiedersi il perchè di quel colorito giallognolo mentre, puntualmente, nel tempo del viaggio i capillari sulle guace sembrano scoppiare come durante un colpo di fulmine o subito dopo uno shottino di vodka (o come durante un colpo di fulmine & uno shottino di vodka).

Rimedio Palliativo: lascia perdere i centri estetici, è tutta fuffa. Vai sul sito del tuo agente di viaggio di fiducia o della tua compagnia low cost. Hai due alternative. Quella per le crisi MAD forti è prenotare un volo. Il più economico, anche con partenza a distanza di mesi va bene. I muscoli si distenderanno, un po’ di endorfine scorrono per le vene e l’ansia verrà meno. Assieme alla paura del futuro, delle tasse e dei clienti che pagano in ritardo, del buco nell’ozono e dell’invasione degli alieni. Ciò è causato dalla consapevolezza che, vada come vada, ‘tra tot mesi ho da fare, quindi per un po’ sono tenuta/o a sopravvivere’.
Se la crisi non è intensa, è possibile anche solo dare un’occhiata ai voli economici disponibili. Un po’ come quando si scappa dalla città solo per vedere il mare. Solo per ricordare che c’è un punto in cui la terra ha un limite, oltre il quale c’è altro. Te ne ricordi, per sicurezza tocchi con mano e te ne torni serena a casa.

  • SINTOMO 3:
    Continuo smarrimento di chiavi della macchina e/o di casa e/o del cuore e del cervello. Ricerca dell’auto per otto isolati sinché non si ricorda di averla parcheggiata nel garage. Inappetenza. Poco sonno. A fronte della consapevolezza di diventare, in tempo di viaggio, un GPS bipede, di avere una borsa perfettamente organizzata, di avere una fame simile a quella chimica e di riuscire ad addormentarsi ovunque ci si possa mettere in posizione simil-distesa.

Rimedio palliativo: cerca un posto in provincia della tua città che non conosci e che disti almeno 60km, dove non conosci nessuno. Parti con l’idea di restare almeno un giorno e una notte, ma non prenotare nulla. Se puoi, vai in l treno regionale e non con l’auto. La ricerca delle coincidenze con conseguente rischio di dormire in una stazione di campagna, la ricerca in loco di un posto per dormire, la voglia di riempire il tempo cercando ciò per cui valga la pena di essersi mossi da casa, riempirà la tua testa che entrerà in travelling mode , quindi con un livello superiore di efficienza. Potrai interagire con gli indigeni in una lingua comune e chiedere loro info su cosa vedere.
E scoprirai che non serve un aereo per andar lontano e che un viaggio non è fatto solo di (grandi) distanze.

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2 pensieri su “M.A.D. metodi palliativi per un male incurabile”

  1. dottore, sono affetta da MAD, è grave?
    forse qualcuno dovrebbe ricordarmi che sono rientrata solo da 4 giorni e che ho già un viaggio in programma tra poco più di un mese…ma temo che non basti questa volta!
    Bel post, divertente 😉

  2. Grazie ragazze. Metodo palliativo n. 4: pianificate un viaggio a Lecce e dintorni e vi presento la cucina locale. (vegetariana, perchè i leccesi sono tutti Veg, anche se non lo sanno).

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