Travel the Work – lavorare viaggiando

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Visto che qualcuno cerca sempre di convincerci che siamo nati per soffrire e che lavorare significa sacrificio e abnegazione, rilancerei con un altro pezzo su lavori belli, fatti apposta per fare cose belle, come viaggiare.

Non mi riferisco alla pratica di addurre il lavoro come poco credibile motivazione ai propri viaggi (auto cit), bensì a professioni che implicano la necessità di spostamento e che quindi richiedono come credenziali una naturale attitudine all’adattamento e ai viaggi.
Per decenza e per non dare al lettore il diritto di mandarmi a quel paese prima di arrivare all’ultimo capoverso, evito di consigliare di intraprendere la strada di
-reporter/fotografo di viaggi
-scrittore di guide turistiche
-direttore marketing di resort in franchising sparsi in tutto il mondo
e così via.
Voliamo basso, come piace fare a noi, così oltre a vedere il panorama sentiamo ancora bene l’odore della terra.

1 – Organizzare eventi. Per altri o mettendosi in proprio (non serve un capitale enorme, bastano piccoli finanziamenti)
Nella ricerca e proposta al cliente di giuste location per gli eventi da organizzare, spesso si concorda con il gestore del posto di potervisi fermare una o due notti. La proposta è più appetibile per le strutture che hanno bisogno di pubblicità e a cui farebbe gola un evento anche per fini promozionali.
Farsi pagare il viaggio dal cliente avrebbe senso, per altro.

2 – Controllore del treno.
Un tempo dissi ‘nella vita vorrei scrivere e viaggiare’. Qualcuno mi rispose: fai il controllore del treno. Non aveva tutti i torti.
Torniamo seri.

3 – Assistente di volo.
Un tempo, prender parte al recruiting per lavori di questo tipo era come partecipare a un casting, ora per fortuna non è più così. Possono partecipare anche persone normodotate sul piano fisico. Le modelle non servono più in alta quota, per quanto dietro steward e hostess resti ben radicato tutto un infinito immaginario erotico che nemmeno gli assistenti di volo della easyjet riescono ad estirpare.
La vita della hostess o dello steward non è facile, in particolare nelle compagnie low cost. Gli stipendi se non sono low non sono comunque alti come nell’Alitalia dei tempi d’oro. I turni sono lunghi e si sta in piedi molto tempo, a quote che mettono in difficoltà l’ossigenazione. Per non parlare dell’enorme fatica dell’essere gentile con chi si ostina a mettere nelle cappelliere i propri cappotti, sachetti della spesa, urinatoi, kit per la ricostruzione delle unghie ecc.
Tuttavia, si può iniziare la giornata a Bari e terminarla a Londra; se un impiegato cambia turni, gli assistenti di volo scambiano tratte. Non male come contropartita.

4 – Coolhunter
Come già detto in un recente pezzo, il cool-hunter osserva e fa relazione di tutte le mode e tendenze di strada di un dato periodo in una data area geografica. Queste, a seguito di studio, raffinamento e modifiche, finiscono nei negozi e persino sulle passerelle. Come già detto, è un lavoro ‘cool’, ma bisogna studiare e avere i giusti contatti, che spesso arrivano dopo anni di lavoro nell’ambito della moda.

5 – Agente immobiliare per Gérard Depardieu e/o

6 – Esploratore di paradisi fiscali

7 – Fotografo paesaggista (e non solo).
Non è come dire ‘fotoreporter’. On line ci sono molti siti che vendono immagini fatte da professioniti, usate per i blog o case editrici, per documenti aziendali, per pubblicità e altro. Sono molto richieste, e quindi più pagate, le immagini scattate in contesti non facilmente raggiungibili dal cliente, paesaggi, bei ritratti, bei ritratti in paesaggi.Questi ultimi vanno per la maggiore, anche per le riviste di viaggio, proprio perchè costa meno acquistare un’immagine on line che pagare un fotoreporter in trasferta. Quindi creando un sito con immagini da scaricare a pagamento o aprendo una propria vetrina virtuale su siti già esistenti può essere un modo per lavorare con l’obbligo di viaggiare.

8 – Commerciale  per l’estero.
Le aziende hanno bisogno di vendere i propri prodotti o spazi pubblicitari. E di stringere legami con l’estero. Ma pare che nessuno sappia/voglia vendere. Imparare a vendere e farlo in altre lingue può essere un modo per essere appetibile alle aziende locali, che cercano sponsor siti in altri Paesi e che vogliono espandersi su mercati in lenta ripresa.

9 – Il musicista di strada.
Oltre alla bravura servono ottime capacità relazionali e più carisma di The Boss. Perchè se è facile per un X Factor qualunque farsi ascoltare nel vuoto cosmico della prima serata della TV generalista, serve talento VERO per far fermare la gente per strada.

In genere, imparare una o più lingue può essere un modo per proporsi per qualunque posizione implichi spostamenti o relazioni con l’estero.
Per fare queste professioni, è bene inserire ed evidenziare nel proprio CV anche le proprie esperienze di viaggio, meglio se per studio o lavoro, ma anche per diletto, evitando di fare un reportage di viaggio per ogni spostamento. Basta anche solo elencare i posti e la durata.
Può essere utile trovare un modo per indicare la logistica scelta; ad esempio che si è stati in grado di dormire nella Savana abbracciati ai leoni, nel 5 stelle all inclusive in Egitto e nell’ostello in camerata da 10 in Centro Europa.
Leggi anche: ‘competenze personali: flessibilità’.

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