I can walk away, even on high heels

scarpe e bauleLeggi l’articolo in italiano a fondo pagina

– How can you put such uncomfortable shoes in your suitcase?
– They’re not not uncomfortable, they are beautiful.
– It’s high heels shoes, they’re painful.
– Well, If I can stay in a hostel, sharing a shower with abilliothousand people (not all at once, though), if I can relax on the plane despite the touts of Ryanair or easyJet, well,  I can spend at least one day with my gorgeous shoes. Even if they have high heels. Or, in reverse, if they are ballerinas.

In this dramatic dialogue is closed the secret phylosophy of those who insist on bringing with them, even on the go, high shoes or other alternatives to the very comfortable but far less beautiful (in my opinion) running shoes.

Travelers are willing to live carelessly some the small sacrifices and physical self-denial, in the name of something bigger, such as the discovery and the aesthetics of the Elsewhere.

Much love and respect for the Nordic travellers’ attitude to walk around with sandals and socks, clever method to let feet transpire. I’m equally astonished in admiration for those traveling with sabot.
But I have two incurable defects that have to live with and that have to live together to each other.
1 – I am tarantolata (untranslatable) and I have to travel as much as possible.
2 – I’m Italian, and aesthetics can count more of the amputation of the big toe (if it wasn’t so, I wouldn’t have wasted time with ballet).

– You forgot to say you’re vain.
– Is vanity a fault?
– Well, it’s even a cardinal sin, to tell the truth.
– I was not informed, maybe the laws have changed.

I walked Barcelona once, with 4-heeled boots, the second time with a heel 6.
Father, forgive me for I have sinned.
In Novi Sad I traveled a marriage ceremony and the following crazy dances and dances with the 12.
Father, forgive me for I have sinned.
Venus, My friend sent me the photo of her shoes at her feet in Tel Aviv.
Come on, Father, she walks in darkness too…

London, ballerinas. The first of my life. And then, ankle boot heel 7.  But, I mean, it was a hard time and I was feeling low.
Father are ballerinas ok? Boys say they are not beautiful at all!

– Ok, you’ve persuaded me, I try. But but if I regret it?
Only love has no remedy. You can buy wonderful foldable-ballerinas, almost beautiful; they fit perfectly into your small bag or pocket. A Starbucks or a quay to sit on and you are free to wear your new shoes. Or, if possibile, you can walk barefoot. It’s nice, really.

So, go with running shoes, but once in a while I like showing up in a foreigner land, with my wonderful shoes, that I chose just because they were beautiful.
It’s like making a wish. The wish my trip can be useful not just to find myself, for my cultural growth, for widening my horizons or watching another Van Gogh Museum, and having something to tell at the point of death.
But just because it can be beautiful. Even if it hurts (like everybody) sometimes.

 

Si va lontano, anche sui tacchi

– Come fai a mettere in valigia scarpe così scomode?
– Non sono scomode, sono belle.
– Hanno il tacco, fanno male.
– Se posso dormire in ostello, condividere la doccia con millemilioni di persone (non tutte insieme, però), rilassarmi in aereo nonostante i bagarini della ryanair o easyjet, posso anche trascorrere almeno una giornata con le mie scarpe bellissime. Anche se hanno il tacco. O, per inverso, se sono ballerine.

In questo dialogo-verità si racchiude il segreto di chi si ostina a portare con sè, anche in viaggio, scarpe alte o comunque valide alternative alla comodissime ma molto meno belle (a mio avviso) running.
Chi viaggia è disposto a vivere con leggerezza dei piccoli sacrifici e fisiche abnegazioni, in nome di qualcosa di più grande, come la scoperta e l’estetica dell’altrove.

Tanto affetto e stima per i nordici che viaggiano con i sandali e calzini, metodo inteligentissimo per far traspirare i piedi. Altrettanta stupita ammirazione per chi viaggia con i sabot.
Ma io ho due difetti incurabili che devono convivere e con cui io devo convivere.
1 – Sono tarantolata e devo andarmene in giro appena possibile.
2 – Sono italiana e l’estetica può contare più dell’amputazione dell’alluce (se così non fosse, mi sarei bellamente risparmiata gli anni di danza classica).

– Hai dimenticato di dire che sei vanitosa.
– Da quando in qua la vanità è un difetto?
– è addirittura un peccato capitale, a dire il vero.
– Non ero informata, devono essere cambiate le leggi.

Ho percorso Barcellona una volta con stivaletti tacco 4, la seconda con un 6.
Padre, perdonami perchè ho peccato.
A Novi Sad ho percorso un matrimonio con annessa cerimonia e danze e balli con il 12.
Padre, perdonami perchè ho peccato.
La mia amica Venere mi ha mandato la foto delle sue scarpe ai piedi da Tel Aviv.
Dai, Padre, ha peccato pure lei, però!
Londra, ballerine. Le prime della mia vita. E poi stivaletto tacco 7. Ma ero complessata, mi sentivo bassa.
Padre, anche le ballerine non vanno bene? I maschi dicono che non sono affatto belle!

Le scarpe di Venere
Le scarpe di Venere

*** *** *** ***

– Ok, mi hai convinta, ci provo. Ma se poi me ne pento?
Solo all’amore non c’è rimedio. Vendono delle meravigliose, utili e mediamente belle ballerine pieghevoli che entrano comodamente in tasca. Basta uno Starbucks o una banchina/panchina per sedersi e cambiarsi le scarpe. Oppure fare la strada del rientro scalze, se la strada e il tempo lo rendono gradevole o almeno possibile.

Per cui, bene le running, ma farsi vedere da una terra straniera indossando per una giornata (o almeno un pomeriggio) un paio di scarpe che ti hanno colpita solo per la loro bellezza, è un po’ come farsi l’augurio che il proprio viaggio non serva solo per ‘ritrovare se stessi, crescere culturalmente, ampliare i propri orizzonti, conoscere nuove lingue, vedere un Van Gogh originale in più, avere qualcosa da raccontare in punto di morte’.
Ma solo perchè è bello. Anche se fa male. Come la guerra secondo De Gregori.

star tacchi valigia

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2 pensieri su “I can walk away, even on high heels”

  1. On the other days, I want you to focus on building you core strength via Pilates and Yoga, along with plenty of bodyweight exercises.
    As an advanced bodybuilder, protein should probably be the
    number one food in your diet as it will help to build additional muscle while generally not add to your waistline
    the way an over abundance of carbohydrates do. A more scientific approach was
    adopted to cut the learning curve down substantially.

    I find that this type of training straight up ticks me off.
    Endomorph bodies are typically large, soft, and round, and men in this class will usually have trouble losing weight and slimming down their stature.

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