Chin-easy. La muraglia (del) cinese non fa paura.

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Shaolan Hsueh, Chineasy, Kickstarter@Robert Leslie 2013Si dice che l’apprendimento delle lingue, come di ogni altra materia che sia oggetto di studio scolastico, dipenda in buona parte dall’insegnante, dalla sua bravura e dalla motivazione che riesce a trasmettere.
Per quanto non abbia mai creduto a questa teoria e sospetti che l’insegnante sia uno dei primi alibi che abbiamo nella vita per non fare al meglio qualcosa che, semplicemente, non ci piace, chi sostiene il contrario troverà nel progetto e nell’energia di  Shaolan Hsueh un deterrente alla paura occidentale per la lingua cinese. Una buona guida. Un sorriso simpatico che possa accompagnare un percorso difficile (ma meno di quanto siamo abituati a pensare). 

ShoLan è una giovane nativa  di Taipei che ha sempre vissuto a Londra. Il suo percorso è eccezionalmente normale: alti e bassi sul lavoro che la portano poi a diventare imprenditrice, scrittrice, viaggiatrice.
Poi fa un anno sabbatico, parola usata da chi necessita di spiegare agli altri la semplice necessità di prendersi una pausa da tutto, viaggiare e fare sano disordine nei pensieri per produrre qualcosa di memorabile nella propria vita. Il suo qualcosa di memorabile si chiama Chineasy (il gioco di parole in inglese vuol dire Cinese-facile); si tratta di un portale nato per insegnare ad un occidentale il cinese mandarino.

Non serve una laurea in linguistica cognitiva per capire, dando un’occhiata al sito http://chineasy.org, che il metodo è perfetto. Insegna gli ideogrammi più semplici e anche i più complessi accostandoli graficamente alla semiotica nota agli occidentali. Tanti colori e tante ‘figure’, più supporto vocale per le pronunce. Perché quando impariamo una lingua cerchiamo appigli sensoriali per i concetti basilari, vogliamo vedere i colori. E poi ci mettiamo in discussione, ogni parola non ci basta, vogliamo sapere ‘perché’, chiediamo di più, non abbiamo paura di giocare. (sì, sto dicendo che quando impariamo una lingua diventiamo un po’ migliori).

Allora, viaggiatori, io non perderei questa occasione per diventare migliori. Il progetto può anche essere sostenuto attraverso donazioni e acquistando dispense.
Piccola postilla: ovviamente la lingua veicolare del sito è l’inglese.
Se la lingua dei viaggiatori di domani è il cinese, quella di oggi è , ancora, l’inglese. Che ci piaccia o no.

Chineasy. No more worries for the Great Wall of China

Chineasy_WebV2_Phrases_DOOR_TheWorld_SETThey say that the language learning, as any other school matter, depends largely on teachers, on their skills and on the motivation they can transmit.
I’ve never believed in this theory, and suspect that the teacher is one of the first excuse that we have in life not to make things that we simply don’t like. Anyway, those who say the contrary will find in the project of Shaolan Hsueh  a deterrent to the Western fear for the Chinese language . A good guide . A cute smile that can accompany a difficult path  (not as difficult as we believe ).

ShoLan is a young native of Taipei who has always lived in London. Her  life is an exceptional and normal one:  the ups and downs at work that lead her to become an entrepreneur , writer , traveler.
Then she makes a sabbatical , a word used to explain to others the simple need to take a break, to travel and create a healthy disorder in thoughts and produce something memorable. Her ‘something memorable’ is called Chineasy ; It’s a portal created to teach Chinese to Western people. 

No need of a degree in cognitive linguistics to understand , having a look on the website http://chineasy.org/ that the method is perfect. Simple and more complex idiograms are taught  by using semiotics  simbols known to Westerners . Many colors and so many ‘ drafts’ , together with the vocal support for the pronunciations . That’s because when we learn a new language we try to grip sensory basic concepts, we need to see colors. And then we put ourselves into question, every word is not enough, we want to know ‘why’, we ask more, we are not afraid to play. (yes, I’m saying that when we learn a language we become a little ‘better). 

So, you Travellers, I wouldn’t waste this opportunity to become better . The project can also be supported through donations (which I have already done) and buying handouts .
Small note: obviously the vehicular language of the site is English.
If the ltraveller’s language  of tomorrow is Chinese, nowadays we still have English. Lke it or not.

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