Vivere in Thailandia? Parliamone

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Avevamo iniziato a parlare di Thailandia dicendo:

Lasciamo perdere la faccenda del sorriso. Ovunque si vada ci sono ottimi motivi per sorridere e anche per non farlo.

Non ci credevate? Well, nei pochi giorni successivi al pezzo sulla Thailandia come meta turistica sono seguiti un’istituzione della legge marziale e un colpo di stato.
Non facciamo facili gesti pregni di italica superstizione, qui la cosa è seria. La terra del sorriso è anche, da molto tempo, un paese in cui l’instabilità politica si alterna e accompagna a tensioni civili, manifestazioni non sempre pacifiche, fazioni in guerra. (Un buon riassunto della situazione attuale e dei pregressi degli ultimi anni, su Internazionale). 
Tuttavia, in Thailandia è ancora possibile vivere; molta gente ancora lo fa, non solo autoctoni.

Buone e sincere informazioni in merito, ad esempio, si trovano tra i reportage dei blogger di zingarate.com.
Uno di questi, tale Nick, dice che al momento, nonostante le televisioni nazionali non stiano trasmettendo nulla, l’esercito abbia arrestato alcuni dei leader dei rossi ed altre operazioni di questo genere, il resto è ‘traquillo’. Ovviamente si riferisce alla possibilità di ogni singolo cittadino non coinvolto nel golpe e in faccende politiche di andare a lavorare, prendere i mezzi di trasporto, prelevare soldi dal proprio bancomat e presumibilmente anche di muoversi per viaggi all’estero. Già la faccenda dei visti per periodi più lunghi al momento è più complessa, come lo è quella per i visti di ingresso.
Tuttavia Nick, come ogni blogger, sa e teme che il controllo di internet diventi sistematico e che per un po’ si possano avere problemi di accesso alla rete.
Tanto più se si pensa al fatto che il modo migliore, attualmente, per conoscere l’evolversi della situazione descritta da tanta gente, di cui molti stranieri, è attraverso twitter (seguite in particolare l’hashtag #ThaiCoup) e il canale del giornalista Richard Barrow.

Forse è inopportuno mostrarvi l’  elenco di occasioni lavorative e di stage che avevo ricercato per esperienze un po’ più lunghe… ma sai mai.

Avevo anche preparato, sempre con l’aiuto di Rachele, un elenco di suggerimenti pratici su visti, vaccini, medicinali, cibo. Ora però tutto è in veloce fase di transito ed evoluzione.
Preferisco tuttavia non fare seleziona-Control X di queste informazioni.
Le ricopio in una bozza di un altro articolo che si intitolerà ’10 buoni motivi per andare a trascorrere un periodo in Thailandia’. Lo prendo come un augurio, un buon auspicio. Perché altro non so fare.

Quello che accade in un posto, se accade in un posto, può accadere o riaccadere ovunque, in qualunque momento.
Niente è mai abbastanza lontano.
Purtroppo.
Per fortuna.

 

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