Comprami io sono in vendita

Non so se accadeva ovunque, ma accadeva in Val d’Agri. Nell’anteguerra si portavano le bestie alla fiera annuale che precedeva la festa del santo a fini di vendita. Quelli ancora non venduti avevano un ramoscello di qualcosa (na frasca) sulla testa.

Nel dopoguerra é diventata anche usanza più o meno goliardica delle donzelle nubili. Come dire comprami, io sono in vendita, per una mai dimenticata Viola Valentino.
Farlo oggi, anche goliardicamente, non viene capito perché in pochi lo sanno. Meno male, potrebbe passare come una pratica prostitutiva laddove non si conosce bene il senso dello humor locale.

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