Maiorca. Quello che sai e quel che vedi in volo

Mai provato a partire per un posto senza saperne nulla o poco più di nulla?
Io sí, svariate volte. Questa è un di quelle.
La sola cosa che so di Maiorca il giorno del mio primo risveglio qui è che, se sei abbastanza fortunata da stare vicino al mare, vedrai un paesaggio meraviglioso. Ma in fondo questo lo avevo intuito dalle sole cose che google Image racconta di quest’isola: mare. Qualche bel fondoschiena. Estate.
Settembre qui in effetti é ancora estate, altra cosa appena appresa. Con sommo gaudio.
Google non dice dell’odore di pino e macchia mediterranea, della lingua creola dei passanti diversamente-autoctoni e degli odori di cucina che non conosco che esce dalle case all’ora di cena.
E poi c’è quanto si apprende da un aereo che atterra (per la cronaca, volotea fa voli diretti da Bari una volta a settimana, prezzi modici, anche sotto i 100 euro).
L’isola è verde. Colline e altipiani si alternano a fasce pianeggianti e i centri abitati hanno una pianta squadrata e regolare. Ma questo soprattutto lungo la costa. Nell’entroterra (perché nelle isole si vive anche lontano dal mare, buffo destino) cascine in enormi terreni agricoli e mulinelli a vento che sembrano piccole girandole.
Girandole, varietà, odori e lingua creola. Eppure è quella stessa Maiorca (Palma di Maiorca, per la precisione) che vi apparirà nelle plastificazioni delle riviste e della prima ricerca sul web.

Un aereo che atterra dice più cose di google a volte.

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