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5 modi di vivere (davvero) Londra… più o meno low cost

Troppo cara per periodi troppo lunghi.
Non conosco l’inglese (è vado a Londra per impararlo), non posso trovare lavoro.
Piove sempre.

Tra le scuse più in voga tra chi non prende la  decisione di partire alla volta di Londra, solo all’ultima è difficile fare obiezioni o cercare rimedi.

Partendo dall’assunto che a Londra non si va certo solo per la lingua, ci sono delle esperienze nuove da prendere in considerazione per chi ha seriamente voglia di andare a stare per un periodo più o meno lungo nella capitale degli UK.

1 – Scambia casa

In genere lo fa chi ha una casa di proprietà, ma tra gli studenti è molto in voga anche per chi è in affitto e trova il consenso di proprietario e coinquilini.
Il sistema, ben rodato e ormai abbastanza diffuso, funziona così: Si dà il proprio periodo di necessità/disponibilità ad andare a Londra e qualcuno registrato sul vostro stesso sito di scambio casa sceglierà quel periodo per stare a casa tua.
oppure il proprietario/inquilino della tua futura casa londinese in quel periodo sarà in qualche altro posto del creato.
Dal momento che ci sono tantissime persone a Londra e nel mondo che vorrebbero trascorrere un gap year in Italia, è il caso di approfittare del privilegio di vivere in un paese così amato all’estero.
Andare a Londra senza spese di alloggio e quindi riducendo incredibilmente il vitto, praticamente demolisce la faccenda dei costi elevati dell’esperienza!
Alcuni siti come scambiocasa.com permettono anche di mettersi in contatto con i proprietari, primo modo per costringersi a relazionarsi in un’altra lingua.
Altri portali utili: Guesttoguest (scambio reciproco, non necessariamente contemporaneo), Homeforexchange, Homeforhome.

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2 – Vivi in casa con proprietari autoctoni 

Può in parte essere una limitazione alla tua ‘libertà’ e sarà difficile organizzare party notturni al limite della legalità. In compenso, chiedere a qualcuno di affittarti una stanza nella sua casa potendone utilizzare gli spazi quotidiani in libertà è un modo per vivere e risparmiare ed avere un contatto più diretto con qualcuno che vive a Londra e la conosce più o meno bene. Può essere utile, soprattutto all’inizio.
Basta fare in google una ricerca per landlady/landlord London e troverai diversi siti che danno indicazioni su persone (spesso adulte… o più che adulte) che affittano stanze nella propria casa.

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3 – Lavora in teatro

Se vuoi fare un’esperienza londinese ma andare fuori dal tracciato dei soliti lavori del gap year all’estero (ristorante, negozio, ragazza/o alla pari), prova a cercare lavoro in teatro per un breve periodo.
Sul sito web di quasi tutti i teatri (e ricordo che il teatro è un’istituzione culturale importante e autonoma in Inghilterra),
nella  sezione “about us” , è possibile trovare la voce“work with us/ work placement /internship ”.
Queste sono delle vere e proprie bacheche regolarmente aggiornate che pubblicizzano annunci di lavoro, posizioni volontarie, esperienze di lavoro o borse di studio.

4 – fai la spesa nei market all’aperto

Londra ha tantissimi mercati all’aperto, settimanali e quotidiani. Vi si trova di tutto, dal cibo ai fiori, all’abbigliamento agli oggetti di arredamento vintage. I più famosi, come  Portobello e Covent Garden sono ovviamente da vedere, ma per gli acquisti su base regolare vi suggerirei di affidarvi ad altri, più consueti tra gli autoctoni come il Broadway Market e il Real Food market.

Cerca su wikipedia list of markets in London.

Cerca anche i farmers’ market e diventane assidua o assiduo cliente.

5 – Fotografa i passanti e leggi nei parchi 

Ci sono delle attività che si addicono particolarmente ad ogni città. A mio avviso, i migliori hobby low cost per vivere al meglio Londra sono:
– fotografare i passanti
– leggere nei parchi quando il tempo è bello
– leggere nei caffè quando il tempo è piovoso, aspettando con nostalgia che il tempo torni ad essere bello
– Leggere nei caffè accanto alla finestra e guardare i passanti. Possibilmente per ore.
Se credi che sia noioso, forse hai ragione. Ma credo che il valore della noia vada fortemente rivalutato.

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I 4 migliori posti per godersi Halloween

Sino a qualche anno fa non ero una grande fan della festa di Halloween. Non per un motivo ideologico, politico o per una scelta particolarmente meditata. Semplicemente, non mi apparteneva.

Poi sono successe cose e da un paio di anni a questa parte, ad Halloween è legato il mio personale ricordo di NYC.

zucca vomita-2New York
E questa è la prima città che vi consiglio di frequentare nel periodo di Halloween.
Piccoli giardini privati che sembrano il set di Thriller di Jakcson, persone che camminano per strada la sera discutendo di alta politica, vestiti da elfi e vampiri, o dalle versioni erotic-dolly di elfi e vampiri, catene intere di negozi che vendono SOLO costumi, caramelle a tema, accessori, trucchi.
Ho avuto la fortuna di percorrere la grande mela anche accompagnando amici che si preparavano per The Halloween Party e per il last minute Halloween Party.
Altro elemento interessante: il periodo di Halloween dura tutto ottobre. Tutti i negozi che vendono oggetti e costumi, dal primo novembre in poi si danno alle decorazioni natalizie. Sinché c’è qualcosa da celebrare, la nazione è salva.

Salem
Sempre di un intero mese sono le celebrazioni a Salem, Massachusetts. Nella città dove a fine ‘600 furono torturate più di 500 persone e 19 bruciate, dando il via all’ossessiva caccia alle streghe nel Nord America, oggi le streghe e le trasfigurazioni pagane di un ipotetico maligno vengono festeggiate con eventi tutte le sere. La guida on line e cartacea Haunted Happenings propone serate d’arte, performance che si uniscono alle feste in maschera che coinvolgono tutto il paese.

imagesLondra
Le modalità della grande mela, invece, si ripropongono in maniera simile a Londra: grande città, grandi spazi a tema.

Ma la capitale inglese non rinuncia mai, in nessuna occasione, alla sua tradizione teatrale. Il teatro  Arts Theatre propone ad esempio lo spettacolo’da paura’ diretti da Jeremy Dyson e Andy Nyman dal titolo ‘Ghost Stories’. Si leggono ottime recensioni sullo show e il fatto che la performance vada avanti da diversi anni dice molto sulla qualità.

Italia, da Sud a Nord. 
Per gli amanti di Halloween di importazione, il mio suggerimento è quello di godersi atmosfere locali dalle tinte fosche, come quelle del castello di Favale, vicino Matera, dove visse Isabella di Morra, giovane poetessa uccisa dai suoi fratelli per questioni politiche (alcuni vi racconteranno la solita solfa dell’omicidio passionale, ma non ci credete). Altri castelli infestati in Basilicata sono quello di Melfi e quello di Avigliano-Lagopesole.

Oppure, sempre per chi ama il sincretismo culturale, perchè non fare un salto a Dorno (PV), dove sino al 17, c’è la sagra della zucca bertagnina? Oppure a Salzano, dove la festa della zucca che si tiene dal 17 al 31 prevede anche l’esposizione e premiazione delle zucche più belle e strane.

A proposito di Halloween…

zucchiaSe ogni volta che vedete una bella zucca in questo periodo non potete fare a meno di pensare ad Halloween, ecco a voi un buon metodo per unire l’utile piacere del palato al dilettevole piacere della festa: ricetta splatter, risotto alla mattanza di Zucca.

 

 

I Luoghi comuni del viaggio: alcune frasi da riconsiderare

Vediamo alcune frasi snocciolate e vendute a un euro al chilo alla fiera dell’ovvio del viaggiatore.

1 – Chi viaggia è più aperto di mente.
Parliamone. Abbiamo tutti la stessa attitudine, basta avere una valigia in mano e un biglietto? Secondo me, no.  Non è per tutti lo stesso e non è sempre lo stesso per ognuno di noi in ogni momento della vita. Ci sono distanze impercorribili che separano il nostro ego e le nostre certezze da tutti gli elementi esotici che potrebbero abbatterli e, a volte, ce ne teniamo a debita distanza anche quando siamo lontani da casa. Indicatore di questo è, ad esempio e a mio avviso, la tendenza a sottolineare la superiorità/inferiorità di #noiItaliani nel confronto con altri. Senza soffermarsi sui perché che distanziano una cultura da un’altra. Senza riflettere e pensare che non tutto è meglio/peggio. Talvolta è solo diverso.

2 – Ci sono viaggi e viaggi.
Assunto che implica che un viaggio in India non ha la valenza di uno a Manhattan e che andare una settimana a Londra non è come andare un anno nelle campagne scozzesi. La differenza a mio avviso è, nel 99.3% dei casi, solo geografica (dati forniti dal mio generatore automatico di percentuali).
Non trovo molta differenza tra una persona che per essere sempre la più bella del reame studia il look delle altre e fa di tutto per emergere partendo da questo confronto e il viaggiatore che cerca sempre la meta più ‘alternativa’. Vanità.
Che a mio avviso non è certo la madre di tutti i mali – anzi… – , ma è una madre che guida le nostre azioni e, come da ogni madre, a volte è il caso di sforzarsi ad emanciparsene.  Si impara anche da un all inclusive in villaggio Valtour in Tunisia. Ecco, l’ho detto.
Anzi, ci riesce solo chi è una viaggiatrice di livello super avanzato.

3 – Il viaggio spirituale. 
Credo che la quotidiana lotta con calli al piedi, dermatiti, sudore, gambe gonfie, caldo/freddo, freddo secco/freddo umido, cambio di aria e pressione possa servire più ad un ricongiungimento con le esigenze del corpo che con questa faccenda dello spirito. Anche perché quelli appena elencati sono segnali corporali che non si possono bloccare con anti-infiammatori e normalizzazione farmacologica. Bisogna assecondarli e seguirli. Tanto bello lo spirito contemplativo, ma quando si viaggia si asseconda il corpo per riportarsi a casa sani.

4 – Si viaggia per trovare se stessi. 
Molti non saranno d’accordo, ma esiste tutta una serie di cose più interessanti del sopravvalutato concetto di ‘se stessi’. Ad esempio gli altri. Dai compagni di viaggio a chi si incontra per caso. Hanno sempre tutti tante cose interessanti e surreali da raccontare. Cose che potrebbero in  molti casi non essere nemmeno vere e che spesso mi fanno perdere ogni minima voglia di riferire delle noiose faccende della mia vita o di riflettere sulle mie nevosi da curare e a cui trovare risposta. Come sono troppo tirchia per pagare uno psicanalista sono anche troppi pigra per cercare me stessa.
E in fondo, se è vero che un viaggio è fatto (anche) per imparare, io non ho mai imparato nulla parlando.

Vi vengono in mente altri Luoghi Comuni?
Foto in testata di ©Monica Romano

Mi rifaccio il trucco in Europa

Consigli lampo su dove andare per farsi rifare il trucco gratis a Londra, Berlino, Parigi, Barcellona.
[Sarò breve, ho poco tempo, devo andare al mare.]

Ci sono città che, come tutte le altre, si percorrono truccate solo di fresca curiosità. Le principali capitali europee non fanno eccezione.
Eppure… eppure… può capitare che prima di salire sulla Tour Eiffel ci si voglia un po’ rimettere a posto.

Oppure può capitare che a Londra conosciate qualcuno o qualcuna che voglia invitavi a cena e non avete con voi il kit del trucco perfetto (se avete seguito i miei consigli su cosa mettere nel bagaglio, il make up lo avrete lasciato fuori senza dubbio), ecco un po’ di posti in giro per l’Europa dove potrete mettervi a posto il faccino stanco delle viandanti GRATIS.

Londra: Harvey Nichols e Harrods, ovviamente reparto profumeria (zona Knightsbridge) o Mark & Spencer in Oxford Street. In Covent Garden c’è invece Benefit Cosmetics. 

Parigi: in 41 rue de la Chausée d’Antin troverete direttamente la Scuola Tecnica di Trucco di Christian Chaveau. Gli studenti amano esercitarsi sugli avventori, ma state tranquille! Non si tratta di mani inesperte ma di truccatori già molto bravi.

Berlino: Le Galeries Lafayette sono anche nella capitale tedesca, in Friedrichstrasse. Qui i serissimi operatori tedeschi faranno anche un’analisi gratuita della pelle. Se siete italiani e vi manca casa, andate anche al punto Kiko, (in Postadamer Platz).

Barcellona: direzione Sephora. Entrate mettendo in scena la ricerca indecisa di un phard, un rimmel e nuovi trucchi. Le commesse e i commessi cercheranno di aiutarvi nella scelta con tanto di seduta di trucco. In questo caso, acquistare almeno un ombretto sarebbe educato.

Conoscete altri posti da consigliare in giro per il mondo?

Perché Praga è come una zolletta di zucchero nel caffé

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Praga è silenziosa e dolce, si scioglie e dà un sapore meno amaro ad un caffè, nero come la sua notte.

Si dissolve in fretta nei racconti delle viaggiatrici da capitale, lasciando spazio ai racconti ambientati in città maggiori; Praga riemergerà nei ricordi quando si parla di un concetto superiore di bellezza e altre sciocchezze, come le seguenti:
sabrina a praga 1Più di Parigi e Dublino…
Non serve dire quelle verità che ormai molti sanno, come il fatto che dopo aver visto Praga non si può più pensare che Parigi sia una città davvero romantica.

No serve dire che a Praga la birra costa meno dell’acqua e che più dell’acqua è consumata.
Ora, quindi, concentriamoci su cose che mi hanno fatto cambiare la modalità di scelta delle destinazioni di viaggio, dopo la mia prima visita alla capitale ceca.

Come Londra…
Anzitutto, crea dipendenza: Ci sono stata tre volte, una in meno di Londra. Quindi entra in competizione con la capitale degli UK tra le città in cui ‘per caso’ di tanto in tanto devo andare. Altra cosa che ha in comune con Londra è il rapporto degli autoctoni (ma anche dei forestieri di passaggio) con i teatri: su una popolazione di 1.2 milioni di abitanti ci sono ben 3.4 milioni di posti a sedere in teatro. Quasi sempre occupati e prenotati.

Più della Scozia…
L’area del Castello di Praga supera i 7 ettari, posizionandolo al primo posto nella classifica dell’area più vasta al mondo in termini di manieri. Inoltre, la Repubblica Ceca è uno dei paesi con la più ampia densità di caselli al mondo.

Come solo Praga…
Le cose da vedere, fare, baciare sono infinite. Ma non tutte le guide vi diranno che ci sono file di negozi storici di marionette artigianali. Alcuni ne potrebbero essere impressionati (sì, alcune sono misteriose per non dire inquietanti).  Rappresentano molti personaggi noti in tutto il mondo (dalle fiabe a Charlie Chaplin per esempio) ma soprattutto maghi, folletti e personaggi del folklore locale.
Alcuni di questi negozi e gallerie: Obchod loutkami (The Puppet Shop), all’inizio di Nerudova Street nella città bassa. Altri due sono in Jilská 7 e Jilská 22 nella città vecchia. Da vedere anche Truhlář Marionety, Galerie Marionette e Marionette Shop su Golden Lane.

Se non sei ancora abbastanza spaventata/o o ammaliata/o visita il Museo del Giocattolo. 

Questa collezione stabile nel castello della città è la seconda al mondo per dimensioni e raccoglie pezzi dall’antica Grecia ad oggi. Io ci sono stata dentro non meno di tre ore; di queste, più di una ad ammirare Barbie da collezione, molte delle quali vestite da stilisti famosi.

Ultima cosa che cambierà per sempre la tua percezione della Repubblica Ceca: dobbiamo a questo paese l’invenzione delle lenti a contatto morbide e del forno a micro onde.

E… delle zollette di zucchero, nel 1843.

Voli per un week end di settembre (l’autunno praghese è meraviglioso ma dura poco… ad ottobre già nevica):
Da Milano, AR con Ryan, circa 80 euro
120 euro da Roma Ciampino (circa 100 con easyjet)
100 euro, sempre Ryan, da Bari e 150 da Palermo.
Un po’ troppo (c.a 200 euro) da Pisa.

Scienza Vs estetica. Ricercatori Vs viaggiatori.

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Vedo complotti.
Credo che stia prendendo piede una più o meno inconsapevole lobby con l’obiettivo di farci diventare persone terribili. Dare ogni giorno nuovi alibi alle nostre piccolezze da opporre ai nostri peggiori giudici, noi stessi.
Non paghi del diffuso pensiero secondo cui non valga più la pena di sorridere, essere cortesi, essere onesti, fingersi di buon umore anche solo per non rovinare la giornata agli altri, arrivano quelle notizie anticipate dalla dicitura ‘ricerca di una famosa università americana’.

Dal ‘Chi beve birra è più intelligente’ stabilito dall’Università dell’Illinois, dopo un approfondito studio su ‘ben’ 40 uomini che dopo la seconda birra diventavano più creativi (mi chiedo se le università negli USA costino così tanto per finanziare tutto questo…);
All’università di Harvard, che ha stabilito che chi ha un pessimo carattere avrebbe lo stesso più ‘sviluppato’. Certa che la ricerca in sé abbia più dettagli e spiegazioni di quelli riportati dai cronisti italiani,  e tralasciando gli anni di studio di Peter Salovey e John D. Mayer in merito all’intelligenza emotiva, resto dell’idea che non sia necessario essere stronzi e irascibili per avere senso critico.
Chiudo la breve carrellata con la Keele University (UK) secondo cui dire parolacce renderebbe più sicuri di sé e migliori la propria condizione psichica. Non difficile da credere, dal momento che la parolaccia è un tabù, e sfidare un tabù di entità così minima fa momentaneamente credere di non essere vittime delle nostre sovrastrutture comprimenti.

Mie personali ricerche, con campioni raccolti su ben più di 40 esemplari, dicono che:
– se bevi molta birra sei spesso ubriaco. E da brillo hai qualche tabù in meno. Ma solo per poco. Pare che porti anche gonfiore addominale ma su questo ho i miei forti dubbi. Condurrò ulteriori studi in merito.
– Se hai un brutto carattere… sei insopportabile. Punto. E la gente romperà i propri tabù riempiendoti di parolacce. Anche alle spalle.
– Se dici parolacce, la mamma ti rimprovera.
Perchè proprio le mie ricerche dovrebbero andare oltre l’ovvio? 

Veniamo al viaggio. Ho condotto ulteriori studi, da viaggiatrice e da linguista. Le mie ricerche, gloriosamente condotte per le università di Paperopoli e Topolinia, attraverso uno studio transdisciplinare, hanno riscontrato alcuni aspetti in merito all’apprendimento linguistico:

– Dopo la prima birra (se è dai 6 gradi in su, mentre ne servono almeno due per le gradazioni inferiori) si inizia a parlare molto meglio una lingua straniera. Ai miei studenti propino sempre po’ di alcol prima delle lezioni di conversazione. La comunicazione è come la felicità: dipende troppo dall’alcol per essere presa sul serio.

– Molti hanno osservato che quando si parla in un’altra lingua si usano le parolacce che talvolta si omettono nella propria. Non è certo sintomo di maggiore intelligenza solo nel parlare l’idioma straniero, con buona pace dei ricercatori di chissà dove. Trattasi della così detta ‘de-responsabilizzazione’. Alla nostra lingua sono legati i nostri valori e quindi anche le nostre strutture culturali, che spesso sono un vincolo durante l’interazione. Parlando un’altra lingua ce ne liberiamo, in qualche modo, entrando in un nuovo universo culturale e sentendoci più liberi… di esprimerci.

Tuttavia, così come parlando in altre lingue ci liberiamo di alcuni tabù culturali, ci liberiamo anche delle piccole nevrosi alle quali siamo convinti di doverci puntualmente accompagnare per esser degni di stare al mondo. Ed è così che, improvvisamente, in un altro paese la gente ci sembra quasi sempre gradevole, socievole, solare, educata.
La spiegazione ‘scientifica’ è semplice: quando ce ne andiamo a zonzo per il mondo noi siamo, senza accorgercene, migliori: socievoli, curiosi, solari, persino educati. E l’ambiente ci risponde allo stesso modo.

1384255_10201625331148028_1971503905_n– Concludo la carrellata di buone ragioni scientifiche per essere persone migliori con una frase detta da un’amica bellissima, un’antropologa, attualmente a Cambridge (Massachusetts). Frase che a mio avviso va presa molto  più sul serio della scienza, fosse anche solo per il fatto che Giovanna è bella, la scienza… solo sino ad un certo punto.
‘Non mi arrabbio quasi mai. Ma non tanto per ragioni etiche, quanto per ragioni estetiche’.

La bellezza, non la scienza, ci salverà.

Il gioco della Terra Promessa

mappa del tesoro 2Viaggiare è un gioco da ragazzi. O da pazzi.
E si tratta di uno di quei giochi da fare solo con chi merita molto e sa stare alle regole.
Per chi vanta, nella propria vita, della presenza di amici/amori/nemici con cui valga la pena giocare seriamente, consiglio di fare questo nuovo (perchè me lo sono inventato da poco) Gioco della Terra Promessa.

Come si gioca: si decide una data, si decide un posto, si decide la quota giornaliera da puntare sul percorso da fare insieme.
Si fa un elenco degli ostacoli da superare per mettere la quota giornaliera in questione.

Esempio: puntiamo sulla meta più complessa e lontana, l’Australia (giusto perchè quando si gioca è il caso di far sul serio).
Un volo per l’Australia a novembre 2014 costa 1200 euro circa con Qantas e con Emirates.
Cinque euro al giorno, tutti i giorni, da qui a novembre. Quindi la puntata giornaliera dei partecipanti di qui a novembre sarà di 5 euro.
In pratica, la promessa di partire insieme costa giornalmente quanto:
– un pacchetto di siggarette (non chiedetemi che marca e da quanto).
– Un calice di vino in enoteca (di Primitivo o Negramaro).
– 2 ore di parcheggio in area a pagamento semi centrale in città medio-grandi.
– Un gratta e vinci.
– Un paio di scarpe fatte in Cina e vendute al mercato grande di Lecce.
– Una birra (San Miguel in bottiglia, una media alla spina doppio malto, o due Peroni da 3/4 da mimmo mano pisciata).

Invece è di soli 2 euro l’investimento giornaliero per avere Londra per una settimana nel periodo di Natale (volo ryan nel periodo più costoso e pernotto più che dignitoso da 50 euri a notte).
Quanto un parcheggio di un’ora in alcune zone di Milano, due ciotole di tarallini in quei posti incivili in cui te li fanno pagare, la commissione quando preleviamo da uno sportello diverso dalla nostra banca.

Oggetti utili: un salvadanaio in coccio in cui mettere materialmente i soldi a fine giornata/settimana può essere un elemento in più di condivisione e goliardia.

Chi vince: chi arriva sino alla fine. Chi capisce che la promessa vale più della terra.

ATTENZIONE: come si è visto, le regole del gioco della Terra Promessa prevedono lunghi tempi di percorrenza e realizzazione. Si tratta di un gioco da fare solo con persone con cui si ha voglia, coraggio e buoni motivi per investire tempo e lunghe tratte (e che siano in grado a loro volta di garantire la stessa costanza).
Se non siete sicuri di voler investire tempo e fantasia con e per quella persona, o che lui/lei non sia capace di far durare il gioco, meglio un torneo di play station o una partita a srip pocker.

Come qualcuno ha detto, non si regalano terre promesse, a chi non le mantiene.