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Puoi pernottare gratis in tutta Italia… ma solo se ti fai un selfie

Per chi crede che i social non portino alcun beneficio e che la pratica dei selfie sia solo una perdita di tempo 2.0… in parte ha ragione.
Ma ci sono dei casi in cui oltre al divertimento fine a se stesso e alla condivisione delle nostre espressioni migliori (!?), fare e condividere istantaneamente foto, momenti, aperitivi e noi stessi mentre beviamo un caffè a letto può portare dei benefit.

Ad esempio, per chi ama viaggiare e ha spesso motivo di spostarsi a proprie spese in varie parti d’Italia e del mondo, è nato un social che si chiama Freeppie, e che permette agli utenti di guadagnare punti per pernottare gratuitamente in un’ampia gamma di hotel o di avere aperitivi e cene gratis in varie parti d’Italia.

 

Presentazione standard1La faccenda funzione così:
– ti iscrivi,
– inizi a recensire, ad esempio, vinerie e ristoranti in cui ti trovi [in tempo reale]
– scatti e fai l’upload delle tue foto, selfie inclusi  [in tempo reale]
– aggiungi contatti (come si fa con tutti gli altri social)

How-to-Become-a-Freelance-WriterTutto questo fa accumulare punteggio. I punti vengono man mano trasformati in crediti che permettono di usufruire di sconti e offerte in punti di ristoro, in hotel e b&b. Ovviamente ad ogni benefit, deve corrispondere una recensione con foto e la raccolta punti riprende.

Tutto molto bello MA:
1 – i periodi in cui è possibile usufruire dei punti sono prettamente di bassa stagione, proprio perché i gestori preferiscono riempire le stanze vuote con persone che fanno girare un micro-circuito promozionale. Ergo, io non spererei di andare a vedere i mercatini di Natale usufruendo dei miei punti (anche se in merito a questo vi aggiorno quanto prima).

2 – Al momento il circuito ricettivo in cui spendere i propri punti è Italia-centrico. Ma credo che presto ci saranno anche diramazioni all’estero.

3 – Altro piccolo problema (in realtà per niente piccolo): dal sito web è possibile fare tutto e subito, ma la App da scaricare per fare le recensioni e gli upload dal cellulare è ancora da implementare. Purtroppo è molto lenta, ti lascia minuti interminabili a guardare una  odiosissima rotella che cerca di caricare la nuova attrazione che stai cercando di recensire, salvo poi abbandonarti all’ultimo senza lasciartelo fare. Non dipende dal tipo di connessione, ho provato con le connessioni wi-fi dei locali, con collegamenti fibra ottica e con i giga del mio contratto telefonico. Sono riuscita solo una volta, per un posto già esistente nella lista delle strutture già recensite.
Speriamo negli aggiornamenti, perché l’idea davvero non è male.

 

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Art-street gallery

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Something more to show about the BEST STREET ART I’ve ever seen in all my recent travels.
And what about yours?

ShaoLan al Wired Next Fest

ShaoLanOra che, dopo appena un mese dalla scoperta del metodo Chineasy, so scrivere alcune frasi in cinese e so persino esporle (e so fare tatuaggi in ideogrammi sugli arti dei miei affetti più cari – vedi prove fotografiche sotto*), seguo con piacere la sua ideatrice, la bravissima ShaoLan, in ogni sua tappa.

Ora che accedo a facebook dal cellulare sperando che abbiano pubblicato sulla pagina di Chineasy altri esercizi, mi chiedo se sia io del tutto pazza o se sia semplicemente lei, ShaoLan a meritare un Nobel per la scienza o per la letteratura (perchè la didattica linguistica cognitiva è una qualche forma di scienza, come l’editoria didattica è una forma di letteratura…).

E mi piacerebbe essere a Milano il 18 maggio al Wired Next Fest per poterglielo dire di persona.

Intanto diffondo con piacere quanto comunicatomi dal suo editore italiano, Ippocampo edizioni:
domani (15 maggio) esce l’edizione italiana di Chineasy – Il nuovo metodo per leggere il cinese. 

Tre buoni motivi per cedere alla tentazione e incuriosirvi di questo metodo:
– allontana l’idea secondo cui il cinese è difficilissimo e impossibile per noi occidentali
– allontana l’idea secondo cui una lingua simile o la si impara da giovani o mai più
– si impara più sulla cultura cinese da un ideogramma che da articoli di antropologia e interi libri
– io cose noiose non ne faccio.

*Nadia mi permette di scriverle ‘PERSONA ARRABBIATA’ sulla faccia. Giulia mi permette di scriverle ‘OTTIMA DOMANDA’ sull’avambraccio. (per le frasi di senso compito c’è tempo. Per adesso ‘fa figo’ anche così)
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le 5 più belle art-street mai viste (da me)

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Ho cercato l’arte di strada e la musica di strada ovunque, e ovunque l’ho trovata. Qui, la mia personale classifica delle art street più belle.

Graffiti e visual art

melb graffiti street artA Melbourne consiglio di percorrere Yarra Street, Hoiser Lane e le arterie correlate. Un po’ come entrare in un fumetto a colori, te ne ricorderai per tutta la vita. Ore e ore a guardare e leggere pareti di negozi e case, saracinesche, porte e bidoni dell’immondizia. Sarà difficile trovare un centimetro libero. Te ne uscirai colorata anche tu.

 

berlin wallParlando di graffiti, bisogna menzionare Berlino. ‘Il muro’ domina, ovvio. Racconta la storia e i sentimenti di un secolo che a volte ci sembra lontano ma che lontano non è. Il miglior libro di storia, a mio avviso. Ma la parte Est è ricca di case ed edifici con graffiti di impatto forte, drammatico talvolta. Altre volte demenziale. Bella dicotomia, da vedere (se sai leggere il tedesco, funziona meglio).

Parliamo di Musica.

Se vai a NYC, dedica almeno un pomeriggio (intero) a Washington Square Park, nel cuore di  Greenwich Village.  Potrai ascoltare meravigliosi quartetti jazz, vedere saltimbanchi, ascoltare politicanti in erba e capire dove andrà il mondo nei prossimi anni. Perché questo è uno dei posti del mondo in cui si decideranno i talenti dei prossimi lustri, come in passato accadde per un tale chiamato Bob Dylan,  che da ragazzo iniziò a suonare qui.

glan hansard graftonGrafton Street, Dublino.
Parlando di posti in cui nascono i talenti, in Grafton, angolo di paradiso della musica di srada, ha iniziato ad esibirsi il cantante e attore Glan Hansard. Qualche anno fa, prima di esibirsi con ‘The Boss’, lo si poteva incrociare, intento a suonare la sua chitarra rotta, protagonista indiscussa del film ‘Once’ (dannazione, bisogna guardarlo!!). Ciò che ti mancherà di più una volta lasciata Dublino sono proprio la musica, Grafton e le cose che vi accadono (come incontrare Hansard e Bono che cantano canti di Natale, per fare solo un esempio).

Milan by night street artHai mai visto la fredda Milano di notte? Dovresti.
E più precisamente dovresti percorrere le strade strette e brevi di Brera, dove oltre ai maghi e le maghe è anche possibile trovare musicisti, pittori, giocolieri. Ma solo di notte. Vedrai una città più romantica della (a mio avviso sopravvalutata) Parigi.

Dedico il pezzo, scritto in compagnia di Anna, a tutte le cattive compagnie che ho incontrato.

Un libro e quei posti di passaggio

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In My Suitcase – Valigia Chiusa consiglia: sedici di Milena A. Carone. Lo trovi su amazon. http://www.sedici.us

Ieri a pranzo discutevo con una donna bellissima (Claudia Bruno) di tante cose bellissime.
Tra queste, il tempo che si trascorre a leggere. Lei lavora nel campo del giornalismo sul web (e non solo) da circa 10 anni e conosce la ‘ritmica’ del lettore.
Varie divagazioni hanno portato ad orsservare la dicotomia tra la velocità delle nostre nevrosi piccolo borghesi dalle quali facciamo fatica a liberarci e la calma meravigliosamente rassegnata di quando si legge un libro.

Sul web, ma anche per quel che riguarda le riviste cartacee, vogliamo contenuti brevi, non ci si sofferma, servono informazioni lampo. Cosa ovvia, dal momento che il web è il posto della velocità, con buona pace dei parolieri cronici come la sottoscritta.

E poi ci sono i libri. Baluardo imperituro che a tutto sopravvive. Solo chi è così egoista da non voler cedere tutto il proprio patrimonio (leggi, il tempo) legge libri.
Perchè si immerge in uno spazio dove nessuno può entrare e nessuno è, per questo, mai giudicato.
Un tempo chi leggeva veniva bruciato vivo. E anche chi scriveva. (No, neanche i libri di Fabio Volo – o i miei libri – sono un buon motivo per rivalutare i roghi, giusto per anticipare il pensiero dei tanti amici cinici quanto me).

E ci sono poi delle terre di confine e degli spazi ancora più perfetti per la lettura, a mio avviso.

I mezzi pubblici in primis. Perchè devi solo attendere una destinazione, non puoi e non devi fare nulla, a meno che tu non sia il conducente.
Sul treno puoi guardare dal finestrino, parlare con chi viaggia, oppure leggere.
In metropolitana puoi osservare le scarpe dei passanti o leggere. Ed è il modo migliore per sfuggire alle nevrosi appena inventate, di mattina in mattina, da ogni passeggero.
Potrei dire che una delle cose che più mi mancano della città di Milano sono prorio i mezzi pubblici e tutte le pagine che mi sono passate tra le dita lì sopra (o lì sotto, nei frequenti casi di tratta sotterranea). Grossman, Rowling, Coe, Benni. Quante figure tremende mi ha fatto fare, Benni, faccendomi scoppiare a ridere all’improvviso! A volte cercavo di ridarmi un tono e chiudevo per un po’. Altre mi guardavo intorno perchè è bello quando la gente si chiede che cosa tu abbia (ancora) da ridere.

Alcuni libri sono più adatti ai luoghi di transito di altri, ma c’è in tutti, compresi quelli mediocri, un comune denominatore che li rende oggetti di transito.
E i libri si viaggiano da soli.

Non esistono libri che non siano di viaggio. Come non esistono sogni che non si avverano.

 

Blog di Claudia Bruno, http://claudiabruno.wordpress.com/
Altre cose bellissime su www.iosonobellissima.it

SocialNet-working. Lavorare con i Social Media.

Super social me Network-ingAnno nuovo. Buon momento per una nuova vita e un nuovo lavoro o anche per farsi una vita e trovarsi un lavoro.

La premessa dell’anno nuovo era inutile, ma è il tributo che si deve alla banalità quando si comunica. Vi chiedo scusa e procedo.

Oggi giorno e OGNI giorno, per quanto concerne le nuove prospettive lavorative, un aiuto o almeno uno spunto può essere dato proprio dai Social Media. Infatti, mentre qualcuno dice che facebook&Co. sono perfettamente inutili quando invece sono… perfettamente inutili, esistono varie possibilità di impiego in Italia e (soprattutto) all’estero, offerte proprio da questi baluardi del tempo da perdere.
Non mi riferisco, almeno in questo articolo, al mestiere nuovo di Social Media Communicator, anche perchè, per quanto sia in parte il mio lavoro, non credo di essere ancora nella posizione di dare spunti a nessuno.

Parlo delle posizioni aperte presso le sedi operative dei vari portali Social. Perchè ciò che per i più sono solo facebook, Instagram, Twtter, G+ e Co., per molti altri sono posti di lavoro veri e propri e, come tutte le aziende, hanno delle posizioni aperte e sono alla ricerca di competenze e abilità. Per di più sono spesso alla ricerca di giovani, più aperti a lavori atipici in aziende con filosofie e approcci molto diversi rispetto ai posti di lavoro della generazione precedente.

Ad esempio, cambiando la nostra posizione e attenzione da utenti a ricercatori di un impiego, potremo notare che scorrendo la home page di Instagram sino in fondo, c’è la voce LAVORA CON NOI.
Come viene ratificato in caratteri corpo 30 appena si entra in questa categoria del sito, l’azienda è ‘currently hiring extraordinary people who want to help build and scale one of the fastest growing companies in mobile’.
Cercano al momento mobile engineer, front-end engineer, communication manager, international communication manager e altre figure correlate.
La maggior parte delle posizioni ha sede in California, ma non è una costante assoluta. Difficile trovare posizioni in Italia, ma non impossibile. Meglio tener d’occhio perchè possono uscir fuori posizioni presso sedi minori, principalmente a Milano.
Idem per le posizioni in Facebook.
Facendo il log out dal vostro account vi troverete nella pagina di accesso. In basso c’è la voce OPPORTUNITà DI LAVORO.
Facebook offre così tante opportunità che il portale permette addirittura di fare una ricerca per area geografica (tramite menu a tendina) o per competenza, tramite inserimento di parole chiave nella barra di ricerca.
Le posizioni sono svariate e sparse in tutto il mondo (ovviamente USA in primis).
Ad esempio, inserendo nella barra di ricerca la parola communication, e scegliendo Milano nel menu a tendina, appare la posizione di ‘Corporate Communications Manager – Milan’ e la relativa descrizione:
‘Facebook is looking for an experienced Corporate Communications Manager to lead our proactive and reactive projects in Italy. The ideal candidate will have extensive leadership experience in both corporate and product communications, crisis management, working with senior executives and will be able to balance handling a combination of breaking news and real time requests with managing strategic corporate projects and product announcements. The ability to combine strategy and flawless execution, ruthlessly prioritise and work on a number of projects at once will be essential. This position is based in Milan’.

Sempre a Milano è aperta la posizione di Media Partnerships director in Twitter.
Come recita la pagina preposta del social media più usato dai politici,
Director, Media Partnerships – Italy leads all market development efforts in the Italian market. The primary role of market development is to grow our users in Italy. This encompasses business development with carriers, handset makers, online services, and ecosystem partners, as well as partnership with media companies and celebrities.
Ovviamente ci sono centinaia di altre posizioni in tutto il mondo. L’elenco completo delle vacancy si trova a questo link: https://twitter.com/jobs/positions

Non traduco le parti in inglese estrapolate dagli annunci di lavoro di cui sopra. Non è solo per mancanza di tempo o pigrizia bensì perchè per potersi candidare è necessario almeno il livello di competenza linguistica adatto a comprendere la descrizione di dette posizioni.

Presto alcune idee su come usare i social media anche per migliorare l’inglese.

Regalarsi il mondo, eppure risparmiare.

Farsi un regalo programmare un viaggio sabrinabarbantePer i raminghi compulsivi, non c’è altro elisir. L’idea di un viaggio ‘da fare a breve’ è ciò che dona serenità e relax a  quelle persone che non mettono mai la valigia sull’armadio o in soffitta ma la tengono sempre lì, ai piedi del letto o sotto la scrivania, che non si sa mai.

Se conoscete qualcuno appartenente a questa tipologia di persone, un buono anche solo di 20-30 euro fatto presso un’agenzia o tranquillamente acquistato on line sarà gradito.
La cosa vale ancor di più se il regalo lo volete fare a voi stessi. Non c’è nulla di più gioiosamente natalizio del gusto di donare unito al gusto di ricevere e la cosa è molto più semplice quando chi dona e chi riceve corrispondono alla stessa persona.

Ecco una riflessione in tre punti per i neofiti affetti da M.A.D (missing anywhere disease) su come attendere in serenità il nuovo anno consapevoli che, vada come vada, avrete comunque dei posti nuovi da vedere.

1 – Mirate lontano. Niente paura, i soldi si trovano.

Se potete, questo è il miglior momento per essere ambiziosi: prenotare un viaggio per gennaio-febbraio negli USA o addirittura nell’altro emisfero (posti caldi quando qui sarà ancora inverno), costa molto meno che in altri periodi dell’anno, perchè l’anno nuovo porta l’inizio della bassa stagione. Il ‘se potete’ dipende ovviamente da tempo e lavoro più che dalle risorse economiche, cui tutti danno sin troppo peso. Non ci credete? Prenotare adesso un volo per NYC a febbraio-marzo può costare anche solo 300 euro. 450 per andare in Australia. Non è poco, certo, ma se da ora a febbraio evitiamo di spendere più di 4 euro per un bicchiere di qualunque cosa, acquistiamo solo frutta e verdura di stagione  e prodotti locali (per non parlare del risparmio che comporta la scelta alimentare vegetariana!), scegliamo i mezzi pubblici o di camminiare/pedalare a discapito di qualche spostamento in macchina, andiamo al cinema solo nei giorni in cui costa meno e, ogni volta che vediamo in vetrina un capo di abbigliamento ci chiediamo quante volte in un anno lo indosseremo, si racimolano ben più di 400 euro (strategia sperimentata. Funziona).

2 – Voli infrasettimanali

I week end fuori porta costano. Ma volare dal martedì al giovedì permette di arrivare nelle capitali europee anche con 60 euro A/R. Prenotarli sin da ora può ribassare la quota sino a 45/50 Euro A/R per Londra, Dublino, Vienna, Francoforte, Berlino. Un po’ di più per le capitali scandinave per dinamiche a me ignote. Tuttavia sempre con un po’ di anticipo e infrasettimanalmente, con 120 euro A/R anche Copenaghe è a portata di mano.
Certo, per chiedere ferie o permessi al lavoro forse dovrete rinunciare ad altri giorni e forse dovrete entrare nell’ottica di viaggiare da soli. Ma vi garantisco che non è affatto male, anzi se va bene la prima esperienza poi non vi fermerete più.
Si tratta di una semplice barriera psicologica che avrete tutto il tempo di superare. Ad esempio, prenotando ora un volo per Londra con Ryanair da Milano o da Bari dal 16 al 18 aprile, potrete spendere appena 48 euro. Si tratta solo di un click, poi avrete più di tre mesi per prepararvi psicologicamente, gustarvi il viaggio in arrivo e chiedere ferie/permessi + mettere da parte due soldini per il soggiorno.

3 – Se le feste si comandano, i viaggi lasciamoli liberi.

Come già detto, viaggiare in periodi lontani dalle feste comandate costa meno, molto molto meno. Non solo la tratta ma anche il pernottamento. Se poi avete amici all’estero da andare a trovare, la crisi economica in corso è un buon motivo per ritrovarsi e offrirsi reciproca ospitalità.
Se la cosa vi impedirà il prossimo Natale di correre a comprare i regali il 23, perchè avendo già preso troppi giorni di ferie a Natale non potrete che riposare il 25 e il 26, che importa? è davvero così grave? I regali, sempre ammesso che si debbano fare per forza, si possono acquistare on line a costi inferiori. Forse dovrete rinunciare a qualche giorno di mare ad agosto, se è proprio vero che non si può avere tutto.
Ma, mettiamola così: a fine 2014 avrete visto 2-3 nuove città, avrete viaggiato quando le file agli aeroporti non sono estenuanti, non avrete fatto le corse all’ultimo regalo e non avrete somatizzato le spiaggie di ferragosto. Forse avrete anche qualche soldo in più (ne sono quasi certa).
Ci scommetto 10 a 1 che guarderete al 2014 come ad un anno meraviglioso, alternativo, anarchico. Del tutto vostro. E lo chiuderete prenotando i viaggi del 2015.