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10 motivi per NON aprire una pagina facebook

Utili, ma non sempre.
Necessarie, quasi mai.
Numericamente quasi invalidanti.
Avere una pagina in facebook a volte è addirittura deleterio per la tua attività. Vediamo insieme perché, in 5 esempi.

spam_facebook#1 – Utilità
Quale utilità ha la pagina che stai per aprire?
Vendita di scarpe on line dal tuo sito? Allora ok, vai pure. Lì fuori è pieno di gente che ama acquistare on line e la segnalazione di buone offerte sulla tua pagina può nel suo piccolo essere di aiuto.
Ma se la tua pagina serve per promuovere orecchini che non vendi on line, eventi che organizzi in un territorio limitato, un solo ed unico prodotto (come un libro), la tua attività di pittore sul quale postare miriadi di foto in diverse angolazioni… forse non è il caso di sprecare energie. Non perché non sia interessante, ma perché esistono altri modi per promuovere un singolo prodotto e una singola attività via facebook o sui social network. Persino un blog o una piccola App gratuita è più utile (oggi se ne possono creare con pochissimi click e a costi davvero irrisori).

#2 – A te le pagine piacciono? Le segui (davvero)?
Persone che stimo molto mi hanno detto: Se un problema è tuo, è molto probabile che sia anche degli altri o comunque di molta altra gente.
Ognuno di voi ha ricevuto negli ultimi mesi almeno 3 inviti a mettere un like su una pagina. Alcuni inviti li avete ignorati, altri accettati ma escludendo le notifiche, almeno dopo i primi tre post sparati nell’arco di 24 ore.
Se lo avete fatto voi, mettete in conto che lo facciano molte altre persone.
Se amate le pagine fb e le apprezzate tutte, createne una o dieci tutte vostre.
Se così non è… perché propinare ad altri qualcosa che a voi interessa poco?

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#3 – Rapporto matematico
Tutti abbiamo una sola identità (per chi ha più di un profilo personale, ci sono buoni medici). Ma molti di noi, per fortuna, hanno diversi interessi e un’attività in proprio. Se io creassi una pagina per In My Suitcase, una pagina dedicata al mio ultimo romanzo (e per par condicio anche ai primi due) e ovviamente alla mia attività professionale di blogger, consulente social media e traduttrice, avrei dalle tre alle sei pagine. Tutte per altro utili quanto le bomboniere dei matrimoni.
Seguendo l’andazzo attuale del ‘creo una pagina per ogni mio respiro’ avremmo nel giro di pochi anni un rapporto persone pagine di 1 a 3. Non è gestibile né tollerabile. E l’effetto sarà quello della sensazione di spamming di cui al punto #2.

#4 – We don’t need another logo. 
Pensiamo ad una cosa: chi ci segue su faccialibro? Chi ci conosce, chi ha condiviso pezzi di vita con noi e non vuole perdere le nostre tracce, chi ci stima, chi ci ama, chi ogni tanto ama farsi i fatti nostri.

Bene, non è meglio comunicare i contenuti che ci riempiono la vita direttamente con loro dal nostro profilo personale?
Esempio; apri un sito sulla tua attività di giornalista. Crei un blog in cui ne parli, periodicamente condividi pezzi e pagine del tuo sito (quello non può mancare) sul tuo profilo personale.
I tuoi amici o conoscenti lo commenteranno facendoti restare algoritmicamente in evidenza sulle wall di altri tuoi contatti e loro contatti, altri lo apprezzeranno e condivideranno (oppure anche no, ma almeno molte più persone più o meno note sapranno cosa fai nella vita).
Tenete a mente che il 76% dei contenuti che diventano virali NON partono da una pagina ma da un profilo personale. Ecco, pensiamoci.

Ah…
Per favore, non dite e non pensate alla frase ‘preferisco dividere vita privata e lavoro’!! Vi ricordo che il nostro profilo personale di facebook è PUBBLICO (indipendentemente dalle impostazione della privacy che usiamo, molte persone lo possono vedere).
Resta una faccenda pubblica anche se mettiamo cose strettamente intime.

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