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3 modi per usare la propria casa per viaggiare di più e low cost

Continuiamo a parlare del rapporto dicotomico (ma anche no) tra Viaggio  e Casa.

Se hai una casa di proprietà è possibile utilizzarla per viaggiare di più, meglio (ad esempio vivendo come una persona del luogo) e a costi più bassi.
Vediamo come, grazie a tre idee geniali venute negli ultimi anni al popolo del web.

1 – Home Restaurant
Il primo esempio lo devo alla cronaca e ai post virali degli ultimi giorni. Sappiamo ormai quasi tutti della tendenza che si sta diffondendo in Europa e piano (molto piano rispetto alla media europea ma molto velocemente rispetto alla velocità media italiana) anche in Italia del Home Restaurant.

Come asserito anche dal Sole24Ore, hanno poco a che fare con i guerrilla restaurant, al limite della clandestinità.
I ristoranti casalinghi, se seguono determinate e poche norme, sono legali, pagano un minimo di tasse e permettono a chi ne gestisce uno di guadagnare legalmente. Anzi, alcuni progetti sono anche appoggiati ufficialmente da istituzioni, come nel caso de Le Cesarine di Bologna, che hanno il patrocinio del Ministero delle politiche agricole.

Molti home restaurant sono nati e continuano  nascere registrandosi su Airbnb, altri si riuniscono in community o consorzi più o meno grandi con i quali è possibile scegliere date, menu, luogo ed effettuare i pagamenti direttamente on line.
Ad esempio, chi si vuole unire ad una cena casalinga su Roma può connettersi alla community Ceneromane. 

Per aprire un home restaurant non servono certificati sanitari. Se si tratta di attività lavorativa occasinale (sino a 5.000 euro all’anno) non serve partita iva.
Cercate una social community più vicino alla vostra area (ricerca in google es: ‘Home restaurant Palermo’ e chiedete se e come potervi unire a loro). Oppure aprite un vostro sito/blog con annessi social network.
Se serve ulteriore aiuto o consulenza su come divulgare la notizia e avere i primi clienti, contattatemi in privato 🙂

Quello che guadagnate potrebbe essere il budget del prossimo viaggio e un modo per stringere amicizie e contatti.

2 – Nightswapping
Si tratta della versione avanzata dei couchsurfing perché mentre questi ultimi sono per lo più autogestiti, il nightswapping ha dei requisiti precisi da rispettare in termini di letto, bagno e posto che si mette a disposizione dell’ospite.
Basato su un concetto unico di scambio di notti, il Nightswapping offre a privati, proprietari e affittuari la possibilità di andare in vacanza senza più pagare l’alloggio. Per ogni persona che si ospita, si guadagnano punti che permetteranno di soggiornare presso un altro nightswapper in un’altra parte del mondo.
A questa tipologia di scambio non partecipano solo giovani ma anche famiglie e pensionati; i criteri di feedback su ogni casa ospitante sono abbastanza ‘severi’.
In teoria non dovrebbero verificarsi gli inconvenienti in cui spesso si sono imbattuti giovani viaggiatori low budget che si aspettano un letto nel centro di Barcellona per poi trovarsi con una poltrona o un materasso a terra in un sottoscala.
Anche in questo caso la registrazione su un portale ufficiale di NIGHTSWAPPING è garanzia e garante (fate una ricerca in google usando questa parola chiave e scegliete quello che vi convince di più (cosmopolite home non è male, ed è il portale con più visite e recensioni).

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3 – scambio casa
Per i periodi più lunghi, lo scambio dell’abitazione è una soluzione ottima.
Hai una casa di proprietà e vuoi/devi andare per qualche mese in un’altro posto? In Nord Europa è molto diffusa la pratica dello SCAMBIO CASA, ovvero trovare una persona che ha necessità di spostamento nella tua città per un periodo simile al tuo, con la quale fare un vero e proprio scambio di abitazione.
Può essere un modo per ammortizzare i costi di soggiorno, cosa non da poco. Sulle bollette e i consumi, si possono (direi si devono) stringere degli accordi scritti basati sul consumo medio del proprietario nella propria casa. Esempio: io lo scorso anno da gennaio a maggio ho speso TOT di acqua, luce e gas. Chi viene a stare in casa non dovrà superare questa soglia, pena il rimborso degli esuberi. Se la casa che date è spesso disabitata, quindi con poco consumo, è possibile calcolare un deposito cauzionale forfaittario.
Per la gestione di questi accordi è meglio rivolgersi ad una delle agenzie on line che se ne occupano e non fare tutto da soli soprattutto se si tratta della prima esperienza.

Altre idee?

 

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