Barbante, De Luca, Kundera

Lorenzo Gasparrini dice qualcosa su tre romanzi adatti ad ogni viaggio. Soprattutto alle fasi stanziali (sempre di viaggio).

Trotzdem [Nonostante]

Da molti mesi ormai leggo solo saggi – questioni di aggiornamento professionale, che volete farci – e non di argomento letterario. Il tempo se ne va così, e mi tocca ringraziare chi aspetta pazientemente che io legga le sue cose, o gli amici che mi suggeriscono titoli che io riesco a farmi regalare (nuovi) a mesi di distanza. Prometto che ricomincerò a scavare meglio nella mia libreria. Tanto, son promesse da critico letterario.

Sabrina Barbante, Diversamente a Sud, Roma, Vertigo Edizioni, 2014; 164 pp., euro 13.00, cm 21×13,5, copertina in cartoncino ruvido, carta semiruvida di media qualità.

La trama, per sommi capi. Viola torna nel suo Salento dopo anni milanesi, e come se non bastasse questa doppiezza, ne affronta molte altre: due amori, due genitori, due amici, due amiche, due corpi e due pensieri, cercando continuamente di non farsi sfuggire quelle sfumature che sa apprezzare nel vino, nel…

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#freelance life in 15″. Video episode 5 – Ah, it’s snowing…

La social media strategist e il suo metodo per decodificare la realtà.

The freelance Social media strategist And her Way to learn about reality.
‘Yes, I’ve read it on Facebook’.

Ah, nevica?

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Dormi, mangia, blogga. Come superare le crisi creative.

Ho già detto due o tre cose sul lavoro di blogger (come campa, cosa fa, chi li manda e chi li paga).

Ora veniamo ad una delle difficoltà dei blogger in generale e del business & travel blogger in particolare.
La crisi creativa riguarda tutti i lavori, non solo quelli ‘creativi’ per definizione. Ma la sindrome del figlio bianco e la carenza di idee può riguardare ancor più spesso il creativo che lavora in solitudine, da remoto (termine azzeccatissimo).

Veniamo alle soluzioni per le due specificità di blogger:

Business blogger e i blog aziendali.
IMG_0378.JPGCi sono personaggi che curano i contenuti dei blog delle aziende per aiutarle nell’aumento del traffico e quindi nelle vendite e nella web reputation.
In questo caso una crisi creativa può venire dalla difficoltà di trattare spesso di argomenti specifici e talvolta molto tecnici.

soluzioni possibili:

1- consultare le statistiche e le analisi del traffico per capire quali argomenti, pagine e prodotti sono in deficit di visite. Le parole chiave di questi argomenti possono (per questioni di SEO devono) essere titolo del nuovo articolo. E con un buon titolo si è già a metà dell’opera.

2 – auto plagio.
Anche ripetere qualcosa che si è già scritto, modificando o parafrasando un paragrafo da un precedente articolo, non solo è un buon viatico al blocco creativo ma è anche un modo per riportare traffico a precedenti pezzi.

3 – studio e appunti per prevenire la crisi creativa.
Le idee e l’ispirazione sono come l’apocalisse: non sai mai quando arrivano ma bisogna essere pronte. Quando si studia e si cercano articoli sull’argomento del blog o sui prodotti del cliente (cosa da fare almeno tre o quattro ore a settimana) , tenete sempre accanto un blocchetto per prendere appunti perché tutto tornerà utile per il prossimo pezzo calendarizzato.

Travel blogger

Difficile inventare pezzi nuovi e utili, soprattutto quando non si fanno grandi viaggi per un po’. Ovviamente tenere il blog non aggiornato non si può, o meglio, si può ma a me non piace. (Leggi anche, giusto mantenere la calma, queste Pillole per blogger sociopatici) .

Ecco alcune soluzioni:

1 – Riprendi un precedente articolo su un precedente viaggio e amplia un punto in particolare. Esempio in un articolo come questo (3 cose che non ti diranno su Budapest) potrei potenzialmente scrivere un articolo su ognuno di questi tre elementi (e credo che lo farò).

blogger crisi creativa2 – Parti da una foto.
Non sottovalutare il potenziale di una foto fatta durante un viaggio!
Rivedendo vecchie immagini è possibile far nascere una storia, soprattutto se le foto sono particolarmente originali.
Un articolo può anche essere un foto-articolo: molte immagini e poco testo. Attenti però alla parte SEO e alle parole chiave!

3 – Parti dal titolo… con un aiutino.
Personalmente amo sfidare la crisi creativa insieme al buon senso e a volte anche il buon gusto usando Portent, un generatore automatico di titoli ironici, assurdi, SEO oriented. Faccio una prova, inserisco PARIS nelle parole chiave ed ecco cosa esce come primo risultato: PARIS TABOOS YOU SHOULD BREAK.
E credo che inizierò a scrivere questo articolo…

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FREELANCE LIFE IN 15″ – VIDEO EPISODE 4 – COMMON DAYS VS XMAS find the differences

 

#freelancelife episode 4. Common working day VS #xmas holiday… Find the differences

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Promuovere l’accessibilità è cool. Fallo con un selfie!

Parte da Lecce la campagna visual viral #accessibilityiscool, lanciata dall’associazione di promozione sociale Movidabilia in occasione dell’Inaugurazione della mostra AMARE LE DIFFERENZE, nata dall’omonimo visual contest, che rimarrà esposta presso l’Eos Hotel di Lecce, in via Alfieri 11 a Lecce sino al 29 dicembre.

accessibility is cool

Il gioco funziona così: tutti gli amanti dei social network e dei selfie sono invitati a scattarsi un selfie in un locale accessibile a portatori di disabilità motorie o sensoriali e a postare l’immagine sul proprio diario di fb o direttamente sulla pagina facebook di Movidabilia , usando l’hashtag
#accessibilityiscool, #movidabilia e il nome del locale e la città (esempio#eoshotel – Lecce).
Poi, come si confà a tutto ciò che è diventato viral sui social network più usati, si nominano amici e amiche affinché facciano lo stesso.

Il motivo alla base del gioco-contest è semplice:
denunciare la non accessibilità è utile, ma valorizzare l’accessibilità è cool!

La campagna nasce anche per il lancio delle magliette di Movidabilia, che giocano con la retorica che spesso ruota intorno al mondo della disabilità. Questo ribaltamento del punto di vista che mira a valorizzare l’accessibilità più che a denunciare la non accessibilità e a parlare di dbrailleisabilità come un problema ma anche come un diverso modo di percepire e decodificare la realtà, anch’esso da valorizzare, si rispecchia nei pay-off e nelle frasi riportate sulle magliette per il selfie perfetto:

L’amore è cieco ma legge il Braille,
In Lis We Trust,
Diversamente figo,
Diversamente figa,
Accessibility is cool.

Lo scopo è quindi da un lato la raccolta fondi attraverso le donazioni, dall’altro l’idea di creare una mappatura (attraverso i selfie) dei locali accessibili d’Italia e del mondo.

3 modi per decidere dove mangiare quando si viaggia in Italia

Read it in English
Uno degli aspetti più interessanti del viaggio è la parte mangereccia. Il cibo della tale o tal’altra trattoria è uno degli aspetti che più si sedimentano nella memoria di chi viaggia in Italia, che si tratti di turisti italiani o stranieri. Ma non sempre è facile decidere, tanto più quando il locale suggeritoci dal gestore dell’ostello è pieno o troppo lontano. Ecco allora tre modi per capire dove è il caso di tentare e dove forse no, sulla base della mia esperienza.

1- il nome

Volete assaggiare davvero antichi e autentici sapori locali? Bene, evitate i posti che si chiamano locanda/osteria/tugurio degli antichi sapori locali. Infatti questa nomenclatura dei locali appartiene a gestioni molto recenti che rispondono alla necessità dei clienti di assaggiare qualcosa di davvero tipico in città sempre più turistiche in cui i fast food e i supermercati da cui i ristoranti si riforniscono hanno omologato prodotti e sapori. Puntate invece ai posti da nomi un po’ anni Sessanta o Settanta tipo ristorante Europa (molto in voga nei mitici settanta) o che richiamano la toponomastica (tipo Ristorante del Duomo nei pressi di un duomo). Erano infatti metodi per facilitare il passaparola e il ritorno dei clienti, basati sulla Mnemonica, usati dai ristoratori quando non esistevano google maps e navigatori o internet. Le insegne come i nomi saranno démodé ma spesso si tratta di posti che operano da decadi e quindi dove spesso mangiano autoctoni. E questo è indicatore di qualità. IMG_1295.JPG 2- less is more

Come dicono in ammmmerica, a volte qualcosa di meno corrisponde ad avere in sostanza qualcosa di qualitativamente migliore. Se un locale indica chiaramente sul menù esposto che alcune pietanze si trovano solo in alcuni giorni della settimana, probabilmente il cibo servito è sempre fresco e ci sarà poco di congelato. La cosa vale soprattutto per il pesce. Per le verdure invece, conoscere le stagionalità dei prodotti vi sarà di certo di aiuto nella scelta del piatto più saporito e nel capire se i prezzi sono giusti. Basta uno Smart phone connesso ad internet per conoscere a quale periodo appartiene ogni verdura: tecnologia e decrescita felice, sodalizio per mangiare meglio, anche fuori.

3– vino della casa

Ho imparato una cosa: quando si chiede ‘che vino avete?’ E la prima risposta è ‘vino della casa’ conta fino a tre, poi alzati e scappa. Se non ci tengono a dire subito almeno qual è il vitigno potrebbe trattarsi di un tavernello come di un uniposca rosso sciolto in aceto. Lo piazzeranno sul tavolo incuranti del codice dei diritti del viaggiatore bevitore, che prevede la possibilità di assaggiare il vino prima di accettarlo. Come si confà ai re e regine.

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Postilla. In tutto il Sud e in particolare in Puglia e Sicilia è meglio non dire ‘sono vegetariano’ perché manderete inutilmente nel panico i gestori, quasi sempre inconsapevoli del fatto che il 70% dei piatti proposti sul menù è veg. Meglio individuare un piatto e chiedere la ricetta esatta per curiosità e accertarsi dell’assenza di soffritti di carne, dita umane, tracce di salsiccia nel sugo.

Diversamente a Roma. Bomba o non bomba.

Sì, arriveremo a Roma. Nonostante le poste che non mandano i libri per tempo, nonostante il tempo.
E la crisi e le cavallette e il buco nell’ozono.
Nonostante non sia facile riprendere a parlare di un proprio romanzo a due anni dall’ultima presentazione de Il Rumore della Neve. (e a 5 anni dalla prima presentazione a Roma di Ultimo Fuoco).

– Oh, Sabri, dacci un taglio. Lo sai che non vedi l’ora. Difficile… un tubo!
– Ok, vero. Non sono credibile. Non vedo l’ora! E parlarne sarà facile. Facilissimo.

Si arriva per gradi alla prima presentazione di Diversamente a Sud, un romanzo diversamente serio sugli stereotipi sul Sud e sull’Amore. Che poi sono la stessa cosa.

Mi accompagneranno persone importanti, ma di loro vi parlerò nel dettaglio durante le fasi del viaggio (socialmente documentato) che mi porterà alla libreria l’Argonauta, in via Reggio Emilia 89 alle ore 18.00.

Il libro verrà presentato da Pier Paolo Mocci, giornalista ideatore, autore e fondatore della rivista NED – Nomentano e Dintorni, nonché amministratore unico del network omonimo.

Onoratissima della sua presenza e disponibilità, non vedo l’ora di essere onorata della vostra, sabato prossimo alle 18 in Via Reggio Emilia 89 a Roma.
Bomba o non bomba.

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TraveLifestyle

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